Alain Ducasse alla conquista del mondo

  • Alain Ducasse

    Alain Ducasse

    © Mikael Vojinovic

  • Cookpot de petite épeautre de Haute Provence, morilles et primeurs

    Cookpot de petite épeautre de Haute Provence, morilles et primeurs

    © T. Dhellemmes

  • Epaule d'agneau de lait confite, pomme boulangère, cébette et bout de jambon

    Epaule d'agneau de lait confite, pomme boulangère, cébette et bout de jambon

    © D.Bordes

  • Hostellerie de l'Abbaye de la Celle

    Hostellerie de l'Abbaye de la Celle

    © David Bordes

  • Louis XV Alain Ducasse

    Louis XV Alain Ducasse

    © B.Touillon

Alain Ducasse alla conquista del mondo 75008 Parigi fr

Originario delle Landes, oggi Alain Ducasse gestisce più di venti ristoranti nel mondo, di cui tre premiati con tre stelle Michelin a Monaco, Parigi e Londra. La sua curiosità non ha né limiti né frontiere. È il mondo ad ispirarlo, con la sua ricchezza culturale e le sue tante sfaccettature. Al Plaza Athénée, nell’avenue Montaigne a Parigi, lo chef lascia che i gusti genuini e i profumi originali si esprimano con forza e delicatezza.

Come definirebbe il suo lavoro?

Cucinare significa cercare di regalare un momento di piacere ai commensali. Ogni cosa è importante: dal piatto all’ambiente – dal sorriso di chi vi accoglie all’arredo e all’allestimento della tavola. Bisogna trovare la giusta armonia dell’insieme perché il momento del pasto resti impresso nella memoria.  

Qual è la filosofia della sua cucina?

Mi vedo come un intermediario tra la natura e chi mangia. La natura fornisce la materia prima essenziale e il cuoco esalta il sapore originale dei prodotti. 

Quali sono i valori alla base della sua attività?

La cucina è una delle più belle manifestazioni dell’arte di vivere alla francese. Bisogna mantenere viva la tradizione ed evitare che si fossilizzi. Dobbiamo continuare ad esigere la qualità di sempre e, allo stesso tempo, non aver paura d’innovare.

Quali sono le principali tendenze culinarie per i prossimi anni?

La cucina si evolverà riflettendo i cambiamenti del mondo. Secondo me, sono due le realtà che influenzano fortemente il nostro mestiere. Innanzitutto, l’emergere di Paesi come il Brasile, che riscopre le proprie radici culinarie e crea la tradizione con un dinamismo ammirevole. La seconda riguarda l’ambiente: le risorse del pianeta non sono inesauribili, quindi dobbiamo smettere di inserire nei nostri menu le specie di pesci in via d’estinzione.

Qual è il suo piatto simbolo?

Il Cookpot, che è estremamente attuale perché è glocale. Sette verdure di stagione cotte a fuoco lento in una pentola che ho fatto realizzare appositamente per questa ricetta e che è può essere utilizzata in qualsiasi parte del mondo, perché le verdure scelte sono sempre di produzione locale. 

Quali sono i prodotti emblematici del territorio mediterraneo?

Verdura, frutta, cereali e pesce. Anche se non sono prodotti esclusivi di questo territorio, hanno un sapore particolare: ci possiamo sentire il sole e il clima mediterraneo.  

Dove trova l’ispirazione?

Nel modo di vivere dei miei contemporanei. Faccio cucina mediterranea nella Riviera e ogni tipo di cucina parigina – dalla  haute cuisine a quella da bistrot – a Parigi, mentre a Osaka o a New York m’ispiro alla tradizione culinaria locale. 

Quali specialità o prodotti farebbe scoprire a chi visita la Francia per la prima volta?

Vorrei soprattutto rassicurarlo e stupirlo. Rassicurarlo mostrandogli che non bisogna aver paura di pranzare in un ristorante francese, e stupirlo mostrandogli l’immensa varietà, la dinamicità e la creatività della cucina francese contemporanea. 

 

 

Maggiori informazioni

Related videos

 
 

Sponsored videos

 
 
 
 

Cosa vedere

Calendario

Nei dintorni