Rendez-vous all'abbazia di Clairvaux

Rendez-vous all'abbazia di Clairvaux Aube en Champagne fr

Nel giugno 1115, Bernard de Fontaine fondava a sud-est di Bar sur Aube, un'abbazia cistercense di cui avrebbe in seguito portato il nome: Clairvaux (Chiaravalle).

Inviato dall'abate Etienne Harding con undici altri religiosi, Bernardo si stabilì nel giugno del 1115 in un luogo deserto, la Val d'Absinthe, a sud di Bar sur Aube. Il luogo, che venne ben presto chiamato Clairvaux, situato su un terreno appartenente ad un nobile parente di Bernard, aveva tutte le caratteristiche per diventare un'abbazia cistercense: vicinanza dell'acqua e della foresta che assicuravano fonti di energia e materie prime per un'economia autarchica, posizione privilegiata ai confini della Champagne, della Borgogna e della Lorena, del regno di Francia e dell'Impero.
Dopo un primo edificio costruito in legno nel 1115, Bernardo fa costruire a partire dal 1135 gli edifici in pietra che dovevano diventare i modelli per le abbazie cistercensi. Nasce Clairvaux II.
La fortuna di Clairvaux è tale che essa diventa il modello di diverse nuove abbazie che diffondono ovunque l'ordine cistercense.  Quest'ultimo conta alla morte di San Bernardo più di 345 monasteri in 12 paesi d'Europa, strettamente organizzati secondo una regola comune, la « carta di carità ».
L'abbazia di Clairvaux raggruppava all'epoca 800 monaci e conversi; la sua potenza economica era considerevole, 78 monasteri dipendevano direttamente da essa e il celebre abate ne aveva fatto in un quarto di secolo la capitale religiosa del mondo occidentale, capace di mediare fra re e nobili, di creare vescovi e papi, di controllare i dogmi e la politica.
Diventato uno dei personaggi più influenti della Cristianità, lo si ritrova anche al Concilio di Troyes nel 1128 dove è fra gli ispiratori dell'Ordine dei Templari ed invoca la « Cavalleria del Cristo ».
Nel XVIII secolo, Clairvaux è una delle più potenti istituzioni dell'Antico Regime. Si chiude l'epoca di Clairvaux II (salvo l'abbaziale e gli edifici dei conversi). Largo al fasto e alla grandiosità. E' ancora un monastero? Piuttosto un palazzo. Il gigantismo di questa costruzione non manca di sorprendere quando lo si mette a confronto all'esiguo numero di religiosi. La sobria maestà del grande chiostro dall'eleganza rigorosa è una delle più belle testimonianze delle grandi realizzazioni architettoniche degli ordini monastici nel XVIII secolo.
Ma già soffia il vento rivoluzionario.
Divenuta proprietà dello stato, l'abbazia viene venduta il 10 febbraio 1792 a un architetto di Bar sur Aube che vi installerà una cartiera e una vetreria.
Peripezie industriali che ebbero il merito di salvare gli edifici dalla distruzione. Ma questi immensi edifici mal impiegati non potevano che attirare l'attenzione del ministro dell'interno di Napoleone nel momento in cui si doveva creare una rete di case di detenzione.
I penalisti del Secolo dei Lumi sostenevano che la prigione sarebbe stata un progresso rispetto alle barbare pene adottate in precedenza, permettendo un riscatto sociale attraverso il lavoro. Sotto Napoleone vennero create tredici prigioni, di cui nove sistemate in ex edifici monastici.
Le più belle abbaziali dell'ordine cistercense, che pur avevano attraversato la bufera rivoluzionaria senza troppi danni, non resistono ai nuovi lavori.
Ma il famoso edificio dei conversi della Claivaux medievale e gli edifici della Clairvaux classica, seppur trasformati, furono salvati dal nuovo utilizzo.
Dal 1971, il Ministero della Giustizia ha lasciato liberi gli edifici storici che sono stati sottoposti ad una prima campagna di restauri. Una prigione moderna è stata costruita nell'ex frutteto dell'abbazia di Clairvaux.
Dell'abbazia fondata da San Bernardo sopravvivono lo splendido edificio dei conversi con la cantina e il dormitorio. E' lungo circa 80 metri e dispone di 2 piani, ciascuno diviso in 3 navate di 14 traverse.
Per i suoi ambienti, la luminosità e la purezza delle sue linee, l'edificio rimane una testimonianza insostituibile dell'architettura cistercense del XII secolo e della vita dei conversi durante i primi secoli dell'Ordine cistercense.
I visitatori vengono accolti presso l'Hostellerie des Dames (sede dell'Association Renaissance de Clairvaux), luogo di esposizione di documentazione, prima di entrare nel recinto della prigione per scoprire l'edificio dei conversi e il grande chiostro del XVIII secolo ricostruito dagli ultimi monaci.
Più che una semplice visita, è un'immersione totale nella storia di questo luogo. Dieci secoli di storia di cui sette di vita monastica e due di vita penitenziaria...
L'Association Renaissance de l'Abbaye de Clairvaux organizza visite guidate dell'abbazia, anche per i turisti individuali, tutti i giorni, esclusi lunedì e martedì :

Abbazia cistercense di Clairvaux
10 310 Clairvaux
Tel/Fax : +33 (0)3 25 27 52 55
abbaye-clairvaux.barsuraube.net