Rendez-vous all’arcipelago delle Isole Tuamotu in Polinesia

  • Isola di Fakarava - Arcipelato di Tuamotu

    Isola di Fakarava - Arcipelato di Tuamotu

    © Atout France - Catherine Delanoë - Droits réservés

  • Laguna di Fakarava

    Laguna di Fakarava

    © Atout France - Catherine Delanoë - Droits réservés

  • Spiaggia di Tuamotu

    Spiaggia di Tuamotu

    © Tahiti Tourisme - Philippe Bacchet

Rendez-vous all’arcipelago delle Isole Tuamotu in Polinesia pf

Nella lingua tahitiana, Tuamotu significa “isole numerose”.

È un insieme di 82 atolli a cui si accompagnano altrettanti anelli corallini posti sull’oceano che circonda alcune delle lagune più belle al mondo – e anche le più ricche per quanto riguarda la fauna marina tropicale.

Le spiagge sono di un bianco brillante, la vegetazione si compone di arbusti e cespugli da fiore, soprattutto tiara, frangipani, gardenia e buganvillee, onnipresente la palma da cocco.

Gli appassionati di immersioni troveranno il loro eden qui

È nelle isole Tuamotu che nasce uno dei tesori della Polinesia: la famosa “perla detta nera” i cui colori e forme ispirano i più grandi gioiellieri.

  • Rangiroa, la laguna infinita: il più grande atollo della Polinesia è un paradiso per gli appassionati di immersioni subacquee di tutto il mondo. Permette un insieme di attività nautiche all’altezza dell’eccezionale bellezza di questo affascinante contesto.
  • Fakarava, tra cielo e terra, è stata iscritta al Patrimonio Mondiale delle Riserve Naturali della Biosfera dall’UNESCO, insieme ad altri 5 atolli vicini, per l’importanza e la ricchezza della sua flora e della fauna terrestre e marina. Qui vivono rari esemplari di piante, alberi, uccelli e pesci e l’atollo, molto preservato, non è toccato da alcuna forma di inquinamento.
  • Manihi, l’isola delle perle: la notorietà di Manihi ha largamente superato i continenti visto che è qui che si è stabilita la primissima industria di perle della Polinesia francese.
  • Tikehau, l’isola di Robinson: una delle risorse dell’atollo è la pesca, di cui una gran parte va a rifornire il mercato di Tahiti. A volte ancora usate sono le tradizionali nasse da pesca e le trappole in pietra per i pesci della laguna, e si trovano anche barracuda, tonni e orate.