Rendez-vous alle Isole Gambier in Polinesia

  • Industria di perle a Rikitea nelle Isole Gambier

    Industria di perle a Rikitea nelle Isole Gambier

    © Tahiti Tourisme - Philippe Bacchet

Rendez-vous alle Isole Gambier in Polinesia pf

Le Isole Gambier sono le più remote della Polinesia con i suoi 1.700 km di distanza.

Antico vulcano fuso, l’arcipelago si compone di diverse isole alte, come Mangareva, principale isola dell’arcipelago e 18 motu, suddivisi all’interno della stessa laguna.

Il tutto circondato da una barriera corallina di 90km.

Le magnifiche spiagge delle Isole Gambier mettono in mostra il loro bianco splendente con un sole in completa sintonia con l’acqua marina.

A differenza degli altri arcipelagi, il clima è fresco poiché le isole sono al sud: la temperatura può raggiungere 12° nel mese di luglio, durante l’inverno australe.

I magnifici paesaggi hanno un’ampia varietà di colori: zaffiro, indaco e turchesi, le lagune contrastano con l’intenso verde delle palme da cocco, e, a volte, si può arrivare a distinguere il grigio sobrio delle vestigia, delle rovine di antichi edifici religiosi abbandonati.

Capitale dell’industria della perla, le Isole Gambier furono inizialmente crocevia del commercio di madreperla, prima di specializzarsi nella coltivazione della perla, rinomata per la sua bellezza e la sua perfezione, con l’installazione di numerose industrie.

Mangareva: vestigia di un misterioso passato culturalex

Se le Isole Gambier intrigano per il loro aspetto selvaggio dove la natura regna sovrana, Mangareva, che in polinesiano significa “montagna galleggiante”, sorprende anche per l’intensità e il mistero che circondano il suo passato culturale e storico.

Si conosce poco di quest’isola che si sviluppa per 8 km di lunghezza e 1,5km di larghezza massima, se non il fatto che racchiude numerose vestigia archeologiche religiose, come chiese, conventi e una magnifica cattedrale del 1848, la cattedrale Saint Michel, fatta con blocchi di corallo e il cui altare è ornato da perle e placche in madreperla.

Culla del cattolicesimo in Polinesia, la storia di Mangareva può essere parzialmente fatta risalire a partire dalla fine del XVIII secolo, quando è stata scoperta dal missionario Wilson. Ma non è che nel 1834 che iniziò davvero l’avventura missionaria degli abitanti di Mangareva, quando i primi missionari cattolici della congregazione del Sacré-Cœur si installarono sull’isola. In 4 anni, i padri Laval e Caret evangelizzarono Mangareva e avviarono dei grandi lavori di costruzione su antichi luoghi di culto pagano – in particolare chiese, conventi e scuole – svolti dalle popolazioni locali che furono in parte decimante dai lavori forzati e dalla malattia