Le cento vite di Hokusai al Grand Palais

Da 02 ottobre 2014 a 19 gennaio 2015
  • "La grande onda di Kanagawa" della serie "Le 36 vedute del Monte Fuji" (1830-1834 circa)

    © Musées royaux d’Art et d’Histoire, Bruxelles / All rights reserved

    "La grande onda di Kanagawa" della serie "Le 36 vedute del Monte Fuji" (1830-1834 circa)

    © Musées royaux d’Art et d’Histoire, Bruxelles / All rights reserved

  • Au bord de l’eau : nouvelle recension illustrée “Shinpen Suiko Gaden” Shohen Shochitsu Première partie, première section Ère Bunka, an II (septembre 1805) Livre yomihon, Signature : Katsushika Hokusai Sceau : Gakyōjin

    © Katsushika Hokusai Museum of Art / All rights reserved.

    Au bord de l’eau : nouvelle recension illustrée “Shinpen Suiko Gaden” Shohen Shochitsu Première partie, première section Ère Bunka, an II (septembre 1805) Livre yomihon, Signature : Katsushika Hokusai Sceau : Gakyōjin

    © Katsushika Hokusai Museum of Art / All rights reserved.

Le cento vite di Hokusai al Grand Palais 3 Avenue du Général Eisenhower 75008 Paris fr

La “Grande Onda” e le “Vedute del Monte Fuji”: sono queste le icone che hanno reso estremamente celebre Hokusai in Occidente.

Il Grand Palais a Parigi dedica al pittore ed incisore giapponese (1760 – 1849) la più grande esposizione mai organizzata al di fuori del suo paese.

A causa della fragilità di alcune sue opere (carta o seta), l’esposizione sarà divisa in due parti (1^ ottobre – 20 novembre, 1^ dicembre – 18 gennaio).

Ogni parte presenterà 320 opere, di cui 145 permanenti. Le pitture su seta e le stampe saranno sostituite da equivalenti, compresa l’emblematica “Grande Onda”, di cui vengono presentate diverse stampe.

Molteplici identità

Da Katsukawa Shunro a Gakyo Rojin Manji (“il vecchio uomo pazzo per la pittura”), Hokusai ha cambiato identità diverse volte durante la sua lunga carriera (è morto a 89 anni). In totale sono 17 le firme principali che sono state raccolte e che a volte corrispondono ad un passaggio da una scuola ad un’altra o ad uno nuovo statuto. Tra le sue principali identità artistiche: Sori, Taito e Itsu, nome con il quale ha realizzato le sue opere più celebri come le “Trentasei vedute del Monte Fuji".

Una produzione considerevole

Stampe, libri stampati, manuali scolastici, dipinti, calendari, incisioni, manuali di pittura, ventagli… Hokusai è stato un artista prolifico. Ha lasciato oltre 30.000 opere, molte delle quali considerate come tesori nazionali in Giappone, e migliaia di schizzi. La raccolta dei suoi disegni “Hokusai Manga”, amata in Occidente, non conta meno di 15 volumi.

Bestiario

Carpe, cormorani, topi, scimmie, volpi… L’opera di Hokusai è colma di animali disegnati a volte con realismo, spesso per la loro simbologia. La carpa rappresenta la perseveranza e la tartaruga l’attaccamento alla terra, opposta alla gru, incarnazione del distacco. L’artista si è interessato anche ad animali più discreti come i gamberi e gli oloturoidei (cetrioli di mare)...

Il mondo di Edo

Hokusai ha percorso le strade del Giappone, cambiando abitazione per 93 volte, ma è tornato sempre vicino alla città di Edo e al fiume Sumida. Diventata capitale nel 1603 e ribattezzata Tokyo nel 1868, alla fine del XVIII secolo Edo è diventata una metropoli di 1,3 milioni di abitanti che ispira le altre regioni del Giappone. Questa grande città commerciale ha affascinato Hokusai che ha saputo restituire tutti gli aspetti della sua trepidante vita quotidiana.

Enciclopedia

Contadini nelle risaie, cortigiane di Edo, personaggi di racconti e leggende, piante e paesaggi: sembra che nessun aspetto del mondo giapponese gli debba scappare. Riguardo alla sua raccolta di disegni (“Hokusai Manga”), pubblicato dal 1814 al 1878, si può parlare di una vera e propria enciclopedia del Giappone. Tutto lo interessa, che sia la forma dei rami degli alberi o le arti marziali – fino agli aspetti più triviali, come un repertorio di smorfie.

Il grande blu

“La grande onda di Kanagawa”, una delle stampe della serie “Le trentasei vedute del Monte Fuji”, è l’opera più nota, e copiata, di Hokusai. Il tema dell’onda torna regolarmente nella sua opera, ma sempre in modo diverso.“La grande onda di Kanagawa” è anche il simbolo della “rivoluzione blu”. Dal 1829, Hokusai usa frequentemente il blu di Prussia, un resistente pigmento introdotto in Giappone alcuni anni prima dagli olandesi. Le “Vedute del Monte Fuji”, dove moltiplica le sfumature di blu, testimoniano questa sua infatuazione, al punto che certe edizioni furono integralmente pubblicate in blu.

Giapponismo

La scoperta dell’arte giapponese, in particolare dei “manga”, è stato uno choc culturale nella Francia artistica del 1850. Hokusai ispirò Degas, Toulouse-Lautrec, Gustave Moreau, Claude Monet – che possedeva 23 stampe del maestro – e Camille Claudel – la cui opera “Les Baigneuses” sembra ispirarsi direttamente alla “Grande onda”. Hokusai ebbe molto influenza anche sulle arti decorative, in particolare sul vetraio Emile Gallé, pioniere dell’art nouveau.

Contatti

Grand Palais, Galeries Nationales
3, avenue du Général Eisenhower
75008 Parigi

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