Gastronomia e prodotti tipici della Normandia

Gastronomia e prodotti tipici della Normandia

 

La Normandia è una regione ricca di specialità alimentari giustamente famose, dai formaggi al burro, dalla panna al latte, e naturalmente il sidro, il calvados, le carni d'agnello, pesci e frutti di mare.... Una presenza davvero su tutti i fronti: non a caso la regione è una delle poche a poter offrire un pranzo completo, dall'antipasto al dolce, tutto a base di prodotti locali, bevande incluse.
Volete un esempio per farvi venire l'acquolina in bocca? Ecco qui. Se vi piace il pesce, non perdetevi la sogliola di Dieppe e le famose ostriche normanne. Preferite la carne? Dal cosciotto d'agnello allevato sui pré-salé, i pascoli salmastri in riva al mare, dal sapore unico, ai polli delle valli dell'Auge, all'anatra, specialità di Rouen, avete solo l'imbarazzo di scegliere. In quanto a formaggi, poche regioni possono competere con la ricchezza della Normandia, patria del Camembert, famoso in tutto il mondo, ma anche del Neufchâtel, dalla romantica forma a cuore, del Pont l'Evêque, del Livarot soprannominato "colonel", il colonnello.

E come dessert, i bourdelots o la teurgoule e per i palati raffinati il caramello d'Isigny o lo zucchero di mele di Rouen. Il tutto innaffiato come si deve dal sidro, secco o dolce, fermo o frizzante, e dal poiré, il sidro di mele, e intervallato di tanto intanto dal trou normand.
Non sapete cos'è? E' la tecnica locale, antica e sperimentata, per “far posto” nello stomaco a nuovi piatti, per esempio nel corso di uno di quei banchetti leggendari raccontati nei romanzi di Flaubert o nei racconti di Maupassant, i due grandi autori
normanni dell'800. Consiste nel mandar giù tutto d'un fiato un bicchierino di calvados, per esempio tra le portate di carne e quelle di pesce, o prima del dessert. Efficace? Provare per credere. Per tipi meno coraggiosi, si può sostituire con un sorbetto al calvados.
E per concludere, l'immancabile Bénédictine, il digestivo normanno per eccellenza, dalla lunga storia....

Ma vediamo di saperne di più.
Profumo di mela...

La Normandia è la regione delle mele. Una delle immagini più scenografiche della regione è proprio quella dei meli in fiore a primavera, una magia assoluta. E dalle mele nascono le bevande più tradizionali.
Per cominciare, il sidro. Frutto di una mescolanza di diverse varietà di mele (le proporzioni sono il segreto di ciascun produttore), da cui si estrae il succo. E' la prima fase del sidro, che è un prodotto vivo, e cambia nel tempo. Lasciato fermentare, il puro succo si trasforma in
sidro, e acquisisce una leggera gradazione alcoolica: nel corso dell'anno può raggiungere fra i 3,5 e i 5 gradi d'alcool da fermentazione degli zuccheri. La qualità di questo prodotto naturale vi permetterà di scoprirne la forte personalità, sempre diversa e tutt'altro che omologata. Il sidro dei produttori del cru de Cambremer, uno dei più famosi, hanno un sapore leggermente amarognolo che li rende unici come dissetanti Profumato e ricco di colore, il sidro è molto diverso da un succo di frutta: provatelo e scoprirete perché...

Il Calvados, vecchio è meglio...
Se il sidro va consumato fresco, nell'anno (si conserva in cantina, mai a temperatura superiore ai 12°, e per gustarne appieno il sapore fruttato è meglio consumarlo entro un mese dall'acquisto) al contrario il Calvados migliora invecchiando. E' un'acquavite
straordinaria, che molti produttori fabbricano ancora in modo tradizionale: una vera apoteosi della mela. Nasce infatti dal sidro, ma non da quello bouché, imbottigliato e destinato alla tavola: il sidro per il calvados viene lasciato sulla feccia, nei fusti di quercia.Nel giro di uno o due anni, la maggior parte viene distillata secondo il tradizionale metodo normanno impiegato per la produzione delle grandi acqueviti. Una distillazione che avviene in due fasi, e solo il cuore della distillazione viene conservato e lasciato invecchiare dolcemente in fusti di quercia, mentre si eliminano la “testa”, carica di esteri e la “coda”, più leggera. L'età di un calvados è molto importante: nelle aziende familiari se ne trovano anche di 50 anni, ma si può bere un grande calvados già dopo 5, 10, 15 anni...
Due le AOC: la denominazione controllata “Calvados” e “Calvados du Pays d'Auge”, sottoposto a doppia distillazione in alambicchi tradizionali.

E il Pommeau, fresco!
E' l'aperitivo normanno per definizione, mix di sidro e di calvados miscelati secondo ricette ancestrali. Invecchia in fusti di quercia e prende così un bel colore ambrato. Va bevuto fresco, per apprezzarne tutto il corpo e la piacevolezza.

Piccola storia di grandi formaggi

Il Camembert, il più famoso dei formaggi normanni, è stato creato nel 1791 una contadina, Marie Harel, che ne avrebbe avuto la ricetta da un prete “refrattario”, sfuggito alla rivoluzione, a cui aveva dato ospitalità (ma già alla fine del ‘600 gli archivi nominano un formaggio locale che sarebbe il “papà” del Camembert). Nel 1890 l'ingenier Ridel inventa la scatola tonda di legno per imballarlo e spedirlo nel mondo. È il successo in grande stile. Imitatissimo, il Camembert ottiene la denominazione di origine controllata dal 31 agosto 1983.
Del Livarot i primi documenti parlano già alla fine del ‘600, ma il vero boom inizia nell'800. Dal 1975 è AOC, ovvero a denominazione d'origine controllata.

Il Neufchâtel è il più antico dei formaggi normanni: la prima fabbricazione documentata risale addirittura all'anno 1035. Prodotto in una zona limitata nel raggio di una trentina di km da Neufchâtel–en–Bray, è protetto dal marchio AOC dal 1969. Ce ne sono ben 6
formati diversi: a “tappo” cilindrico, piccolo e doppio, a mattonella, quadrato, a cuore e a “gran cuore”, da 600 grammi.
Già nel XII secolo i monaci fabbricavano il Pont–l'Evêque: all'epoca si chiamava Angelot, poi dal ‘700 prese il nome della città di produzione, e dal 1976 è formaggio AOC.
Da provare: i formaggi normanni si accompagnano benissimo con un buon sidro in bottiglia, servito tra gli 8 e i 10°

Per ulteriori informazioni: www.normandie-tourisme.fr/it-rubrica
“ASSAPORATE LA NORMANDIA”