Bollicine di Francia

  • Anne Malassagne nelle cantine di Champagne Lenoble

    Anne Malassagne nelle cantine di Champagne Lenoble

    © Atout France/Olivier Roux

  • Vendemmia di uve Chardonnay in un vigneto in Champagne

    Vendemmia di uve Chardonnay in un vigneto in Champagne

    © Atout France/Olivier Roux

  • La Route touristique du Champagne

    La Route touristique du Champagne

    © Atout France/Michel Angot

Bollicine di Francia

È un rapporto curioso, quello che unisce i vine e la luce. In principio, niente luce: è nel buio della cantine che i vini sonnecchiano. Ma quando poi escono dalle caves, ecco brillare i vetri delle bottiglie, i cristalli dei calici, il perlage delle bollicine... Che la festa cominci!

Il Re dei vini & il vino dei Re

Il Re dei vini e il vino dei re

Pronti a partire per un luminoso tour fra i grandi vini bianch ipétillants di Francia? Si comincia naturalmente dallo champagne, il vino più famoso del mondo. Brillante come l’oro, era il vino della consacrazione dei re, oggi è il vino della festa. Oltre 300 milioni di bottiglie vendute all’anno, ovvero più di 3 miliardi di flute, lo champagne è una leggenda ed è stato il primo vino francese a ricevere la doc, nel 1908. I primi vigneti furono impiantati in Champagne fra il I e il IV secolo, in epoca romana, ma è nel Medioevo, sotto l’impulso dei monaci viticoltori della regione, che il vino di qui diventa famoso. A inventare il celebrato metodo champenois sarebbe stato il leggendario Dom Pérignon, monaco benedettino dell’abbazia d’Hautvillers. I vigneti dello champagne si trovano per oltre il 90% nel territorio della Champagne-Ardenne. Nel1927 è stata definita la zona di denominazione - quasi 35.000 ettari - fra la Marne, l’Aube e la Haute-Marne. Autorizzati solo 3 vitigni: Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay. Un’idea Plus: la Strada Turistica dello Champagne. Si estende su circa 600 km, in tutte le zone di produzione, dalle Côtes des Bar nell’Aube alla zona di Épernay, la Montagna di Reims, la Marne, con oltre 80 punti di accoglienza che uniscono scoperta del territorio e del patrimonio storico, dalle grandi maison dello champagne alle cantine dei piccoli produttori.

I bianchi effervescenti del Midi

Spostiamoci ora a Sud, nel dipartimento dell’Aude, 25 km dalla città-fortezza di Carcassonne. I vini bianchi della zona erano famosi già in epoca romana, quando ancora non erano effervescenti: Tito Livio li chiamava, guarda un po’, “vini della luce” ed erano bianchi fermi e fruttati. Nel Medioevo ci si accorse che questi vini potevano diventare spontaneamente spumeggianti: lo segnalarono in particolare per primi i monaci benedettini dell’abbazia di Saint-Hilaire nell’Aude, nel 1531. Nasce così la Blanquette de Limoux, il più antico vino effervescente del mondo, doc dal 1938. Fermentato con metodo classico o ancestrale (fermentazione tutta naturale, meno di 7°) la blanquette è ideale con i piatti del territorio, come il tartufo e il cassoulet, e nella versione demi-sec con i dessert e il cioccolato. Sempre a Sud, ma nella valle della Drôme (Rodano-Alpi) un altro bianco antico, citato già da Plinio il Vecchio, che dal 1700 diventa un vino effervescente fermentato in bottiglia: la Clairette de Die, doc dal 1942.

I crémants, cugini dello champagne

Inizialmente il termine crémant designava uno champagne con una pressione inferiore, quindi una spuma più leggera e “cremosa”. Dal 1975 indica invece vini effervescenti preparati secondo il metodo champenois tradizionale. Così ci sono crémants della Valle della Loira, della Borgogna, d’Alsazia (uno dei più antichi vitigni di Francia e oggi leader dei vini spumeggianti dopo lo champagne) e di Bordeaux. Più leggeri degli champagne, vanno consumati entro 2/3 anni. Santé!

Un bianco luminoso di Borgogna

Terra di grandi rossi, la Borgogna vanta anche vini bianchi come il Bourgogne blanc, a base di uve chardonnay e l’aligoté, un bianco giovane, gourmand, dal color oro chiaro e dal bouquet fruttato e floreale, conosciuto fin dal XVII secolo. Doc dal 1937, ideale con il pesce e le lumache alla bourguignonne, insieme alla crème de cassis è la base del famoso aperitivo kir, forse inventato dal canonico di Digione Felix Kir negli anni '50.

www.visitfrenchwine.com - it.france.fr/it/enoturismo 

Champagne in bottiglia

Sono 3 i formati più diffusi dello champagne: la mezza bottiglia, la classica bottiglia da 75 cl (con cui si possono riempire circa 6 flute), e la magnum, da 1 litro e mezzo. Ma ci sono anche bottiglie speciali, quasi tutte dai nomi di re biblici. La Jéroboam: 3 litri, ovvero 4 bottiglie - La Réhoboam: 4,5 litri, pari a 6 bottiglie (non più commercializzata dal 1983) - La Mathusalem: 6 litri, pari a 8 bottiglie - La Salmanazar: 9 litri, pari a 12 bottiglie - La Balthazar: 12 litri ovvero 16 bottiglie - La Nabuchodonosor: 15 litri, ovvero 20 bottiglie - La Salomon: 18 litri, pari a 24 bottiglie, creata dalla Maison Drappier - LaSouverain: 26/25 litri, ovvero 35 bottiglie, messa in commercio dalla Maison Taittinger - LaPrimat: 27 litri, 36 bottiglie, altra creazione di Drappier - La Melchisedec: 30 litri, ovvero 40 bottiglie, una bottiglia gigantesca, 58 kg di peso, inventata ancora da Michel Drappier.