La Grotte decorata di Pont d'Arc iscritta al Patrimonio Mondiale delll'UNESCO

Published on 16 gennaio 2015
  • Le panneau des chevaux

    Le panneau des chevaux

    © Jean Clottes / Centre national de la préhistoire

  • Leoni a caccia

    Leoni a caccia

    © DRAC Rhône-Alpes - Ministère de la Culture et de la Communication

  • Una mano in negativo realizzata con ocra rossa

    Una mano in negativo realizzata con ocra rossa

    © DRAC Rhône-Alpes - Ministère de la Culture et de la Communication

  • Il grande disegno in fondo alla grotta

    Il grande disegno in fondo alla grotta

    © Jean Clottes / Centre national de la préhistoire

La Grotte decorata di Pont d'Arc iscritta al Patrimonio Mondiale delll'UNESCO 6 Cours du Palais 07000 Privas fr

La Grotta del Pont-d'Arc, detta Grotta Chauvet, nel sud della Francia, decorata con le pitture rupestri più antiche conosciute ad oggi, è stata inserito nel patrimonio mondiale dall’Unesco il 22 giugno 2014.

Il comitato del Patrimonio mondiale "inserisce la Grotta decorata del Pont d'Arc, detta grotta Chauvet, Ardèche, Francia, nella Lista del patrimonio mondiale", secondo il testo adottato dai suoi 21 stati membri.

Grotta decorata di Pont-d'Arc

Questa immensa grotta, situata a 25 metri sottoterra su un piano calcareo, in Ardèche, nel sud della regione Rodano-Alpi, è una testimonianza unica ed eccezionalmente ben conservata.

"I resti archeologici, paleontologici, ed artistici della grotta illustrano la frequentazione delle grotte per pratiche culturali e rituali come in nessun’altra grotta dell’inizio del Paleolitico superiore” sottolinea il Comitato dell’agenzia dell’ONU per l’educazione, la scienza e la cultura.

Rimasta chiusa per 23.000 anni dopo una frana, riscoperta il 18 dicembre 1994 da tre speleologi - Jean-Marie Chauvet, Christian Hillaire e Eliette Brunel -, contiene più di mille disegni "espressione notevole della prima creazione artistica dell’uomo", nel Paleolitico superiore, 36.000 anni fa.

Si tratta delle "più antiche rappresentazioni pitturali conosciute ad oggi".

Questi disegni sulla roccia, opera di uomini e donne della cultura aurignaziana, comprendono un bestiario ricco di 435 rappresentazioni che mostrano 14 specie: orsi, rinoceronte lanoso, leone, leonessa, pantera, bisonti...

Qualità artistica

I muri rivelano una decina di mani in negativo e positivo, rappresentazioni di donne e, in fondo alla grotta, il disegno eccezionale della parte inferiore del corpo di una donna a fianco di un bisonte.

Il Comitato dell’Unesco rileva "la qualità artistica" di queste pitture "la maestria nell’utilizzo dei colori, l’associazione di pittura e incisioni, la precisione delle rappresentazioni anatomiche e la capacità di dare un’impressione dei volumi e dei movimenti".

Sul suolo sono conservate delle tracce di orme d’orso, grandi il doppio di una mano umana, e innumerevoli ossa di questi animali che vi ibernavano.

Conservazione eccezionale

Conservata eccezionalmente e ben più grande della grotta francese di Lascaux (le cui opere risalgono a 17.000 o 18.000 anni fa), la grotta conta diverse sale e gallerie su 800 m di lunghezza e fino a 18 m di altezza.

Delle rigide politiche di conservazione preventiva, tra cui la restrizione degli accessi, hanno permesso di mantenere una situazione praticamente identica a quella trovata al momento della scoperta.

Contrariamente alla grotta di Lascaux, scoperta nel 1940 e deteriorata dopo la guerra dal diossido di carbonio provocata dalla respirazione dei visitatori, la grotta di Chauvet non è mai stata aperta al pubblico.

Caverna del Pont-d'Arc

Questa grotta è situata in prossimità di un celebre ponte naturale, considerata la porta delle Gole dell'Ardèche: il ponte d'Arc.

È proprio a qualche chilometro dalla grotta originale che una copia detta "Caverna del  Pont-d'Arc", permetterà ai visitatori di ammirare tutte le sue ricchezze.

Per questo progetto, pittori, scultori, agenzie di architetti, scenografi e giganti dell’edilizia hanno unito le loro competenze per ricostruire sul 3.500 metri quadrati un "best of" a scala 1 (conforme alla realtà) della vera grotta.

Questa ricostruzione aprirà al pubblico a primavera 2015.

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