Jean-Philippe Poirée-Ville e la scrittura vegetale

By Julie Rovero-Carrez | Published on 12 ottobre 2016
  • Jardin Flottant du Songe Jean-Philippe Poirée-Ville  Chaumont-sur-Loire 2016

    © Poirée-Ville

    Jardin Flottant du Songe Jean-Philippe Poirée-Ville Chaumont-sur-Loire 2016

    © Poirée-Ville

Jean-Philippe Poirée-Ville e la scrittura vegetale Chaumont-sur-Loire fr

Architetto? Paesaggista? Botanico? Jean-Philippe Poirée-Ville è innanzitutto un artista, un poeta, un bravo calligrafo e persino un sociologo. 

Anche quest'anno partecipa al famigerato Festival Internazionale dei Giardini di Chaumont-sur-Loire nella meravigliosa Valle della Loira.

 

La mia storia

« Mio nonno era contadino in Linguadoca. Io ho studiato architettura alla Scuola Speciale di Architettura e, successivamente, paesaggistica a Versailles perchè avevo il desiderio di approfondire il tema dell'urbanistica. Grazie a Paul Virilio (incontrato durante il mio percorso scolastico alla Scuola Speciale di Architettura) ho cominciato a lavorare sulla luce. Per molto tempo mi sono dedicato allo studio del muro vegetale del botanico Patrick Blanc all'interno di una grotta e ho osservato il comportamento di questa foresta verticale colpita dalla luce dei proiettori. Questo studio mi ha spinto a pormi delle domande sull'educazione del nostro sguardo di fronte alla luce stroboscopica e sul ruolo primordiale dell'architettura come mezzo mnemotecnico. Nel 2000 ho realizzato un'opera a partire dalle mie ricerche per l'esposizione Les Mondes Lumière à la Fondation EDF - I Mondi della Luce alla Fondazione EDF: consisteva nel proiettare delle piante virtuali sul maxi schermo di un cinema sul quale era stato coltivato un muro vegetale. L'interesse per l'architettura, invece, si è delineato durante un incontro con delle classi della scuola elementare organizzato dal Ministero della Cultura: questi scambi mi hanno dato la conferma del fatto che l'architettura non è soltanto un rifugio ma un vero e proprio linguaggio dato dall'incontro tra elementi naturali e codici di urbanistica. È così che è nata l'idea delle prime “scritture vegetalizzate“. Questo approccio si sviluppa in due momenti: l’appropriazione del territorio prima, la creazione di un linguaggio nuovo attraverso la decorazione poi. La natura permette la socializzazione. »

 

Vento di libertà al Festival dei giardini di Chaumont-sur-Loire

Nel 2001, Jean-Philippe Poirée-Ville partecipa ad un'esposizione all'Abbazia di Fontevraud allora diretta da Chantal Colleu-Dumond, e attuale direttrice della proprietà e del festival di Chaumont-sur-Loire. Nell'assemblea, egli incontra l'ideatore del festival, Jean-Paul Pigeat e, in seguito a questo incontro, firmerà la sua prima partecipazione nel 2002, a tema "L'erba cattiva". A Chaumont, JPPV ritrova vecchi compagni della scuola di paesaggio di Versailles, e incontra artisti e giardinieri. « Amo lo spirito di squadra, è carico e ricco di libertà di creazione, difficile da trovare altrove!»

Il festival sceglie gli artisti partecipanti in diverse tappe: il tema dell'anno viene reso noto in agosto; le cartelle devono essere deposte ad ottobre; una preselezione si tiene a dicembre con un colloquio orale; a marzo comincia l'esposizione. L'edizione del 2002 è quella che vede la prima apparizione delle poetiche “Scritture naturali“ di Jean-Philippe Poirée-Ville, altrimenti dette “Scritture sulle nuvole“. Sono composte da liane in movimento che sembrano sbocciare con movimenti ondulatori creando così il linguaggio ornamentale di un nuovo urbanismo. 

Quest'anno la 25esima edizione è dedicata ad una tematica futuristica, i Giardini del secolo a venire. Il giardino fluttiante dei sogni di Jean-Philippe Poirée-Ville è composto da dei pianeti sospesi, messi in moto da un gocciolamento. « Questo tema mi ha ispirato molto. Ho voluto insistere sulla nostra condizione attuale di dipendenza dall'energia. Se la nostra società può risultare indebolita da questa relazione vitale, allora lo sono anche le mie opere, esuberanti, ma precarie: senza rifornimento d'acqua anche i miei pianeti cesserebbero di esistere nel giro di tre giorni!»
Grazie alle sue conoscenze nel campo dell'architettura, della luce e della botanica, Jean-Philippe Poirée-Ville ci consegna ancora una volta un'opera fortemente simbolica sulla nostra società e sul modo di concepire il territorio attraverso un linguaggio ornamentale barocco, ripreso direttamente dall'art nouveau.

 

Il DNA dell'artista

3 parole per definire il tuo lavoro: « Decorazione, città, vita »
3 parole per definire il festival: « Comunità, emulazione, caravanserraglio »

La regione

Il territorio di Chaumont-sur-Loire domina la Valle della Loira, classificata Patrimonio mondiale dell'UNESCO. Il castello della regione fu di proprietà di Caterina de Medicis e di Diana di Poitiers; fa parte dei Castelli della Loira. 

Un odore? « Les tartes di Chaumont »
Un suono? « Gli uccelli del parco »
Un sapore? « I gelati di Chaumont, la gamma di gusti cambia tutto l'anno: ortica e basilico… ! »
Una vista?  «Il cielo stellato visto dal prato»
Un tocco? « Quello dei gatti di Chaumont: Felix è la nostra mascotte da 6 o 7 anni! »

I miei luoghi

Un posto per dormire? « Il bed&breakfast La Maison du pêcheur »
121, rue Maréchal De Lattre, 41150 Chaumont-sur-Loire
+33 2 54 20 92 57

Un bistrot? « La Détente Gourmande, meglio nota come Chez Blanche. Torte eccellenti!»
61, rue Maréchal De Lattre, 41150 Chaumont-sur-Loire
+33 2 54 33 94 65

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