14-18 sul Fronte dei Vosgi

  • Autel de la patrie Hartmannswillerkopf

    Autel de la patrie Hartmannswillerkopf

    © ADT68/CG88-JL Delpal

  • Belvédère de la Roche Mère Henry

    Belvédère de la Roche Mère Henry

    © ADT68/CG88-JL Delpal

  • Sommet Hartmannswillerkopf

    Sommet Hartmannswillerkopf

    © ADT68/CG88-JL Delpal

14-18 sul Fronte dei Vosgi 54000 nancy fr

Il Fronte dei Vosgi forma una zona montagnosa compresa tra il Donon e il Grand Ballon al sud. La vecchia frontiera del Reich e della Francia dal 1871 al 1918, oggi situata in Alsazia e Lorena, è l’unico settore del Fronte Occidentale della Grande Guerra coinvolta nei combattimenti in montagna.

Il massiccio dei Vosgi, che presenta infrastrutture e tecnologie di trasporto, impatti paesaggistici e sfide strategiche legati ai limiti climatici e geografici, conta numerosi campi di battaglia che gli conferiscono una vera e propria dimensione di “museo a cielo aperto”. 

Un sito unico della guerra di montagna

L’Alsazia e una parte della Lorena sono state annesse dall’impero tedesco con il trattato di Francoforte nel maggio del 1871. Così le province “perdute” hanno alimentato una ricca letteratura patriottica e nazionalista, celebrando un desiderio di rivincita, e sono stati uno degli obbiettivi secondari della Prima Guerra Mondiale.


Dal 4 agosto del1914, l’armata francese riceve l’ordine di avanzare in Alsazia per impadronirsi delle valli e delle principali città. Mulhouse viene occupata l’8 agosto, evacuata l’indomani, poi ripresa il 17 per essere abbandonata definitivamente il 25.

Munster viene assalita dalle truppe francesi il 17 agosto ed evacuata il 3 settembre, essendo riusciti alcuni esploratori a spingere fino alle porte di Colmar.

Dopo la guerra di movimento, il fronte si stabilizza nel corso dei mesi di ottobre e di novembre 1914. Restano francesi le valli di Saint-Amarin e di Masevaux. Nei Vosgi della Lorena, le linee si trovarono sulla cresta di confine (Violu), in un osservatorio naturale (la Fontenelle, la Tête des Faux) o in una posizione strategica (la Chapelotte, la Roche Mère Henry).


Dopo la determinazione del fronte nel settembre del 1914, tedeschi e francesi si trovano faccia a faccia. È sulla Colline de la Fontenelle, che viene fissato il fronte dal 12 settembre 1914. Una guerra di mine comincia da luglio 1915 mentre in superficie una serie di « colpi di mano » succede ad attacchi di massa. 

Luoghi della memoria imperdibili

Il Massiccio dei Vosgi la cui linea del fronte comincia sul confine svizzero, in prossimità del Chilometro Zero, è dominato da un’impressionante sperone di roccia che domina il sud della pianura alsaziana, il Hartmannswillerkopf, uno dei quattro monumenti nazionali della Grande Guerra. 

Francesi e Tedeschi si contendono duramente questo punto di osservazione. Tanto che nel 1915 la cima cambia 4 volte bandiera. I combattimenti continuano per tutta la guerra su questo campo di battaglia devastato dalle granate, il gas, e i lancia fiamme. La sua conquista  deve assicurare il successo di un’offensiva francese sulla regione di Mulhouse. Il numero esatto di morti non sarà mai certo ma almeno 30.000 soldati vi perirono. Un memoriale composto da una cripta con le ossa di 12.000 soldati ignoti oggi rende loro omaggio. Altare della Patria a Hartmannswillerkopf


Un Rifugio-Memoria è stato allestito nella più antica casa del villaggio di Uffholtz, costruita nel 1581. La sua visita costituisce una preziosa tappa prima dell’esplorazione della montagna “mangiatrice di uomini” che rappresenta il più importante sito storico del Massiccio dei Vosgi.


Il Museo Serret, inaugurato nel 1973 a  Saint-Amarin, occupa una ex tribunale fungeva durante la Grande Guerra da ospedale mobile alsaziano. Raccoglie oggi una vasta documentazione sui combattimenti e le condizioni di vita dei soldati. 


Seguendo la linea del fronte verso la Vallée Noble si trova la più grande necropoli militare rumena della Francia, il cimitero militare rumeno di Soultzmatt, inaugurato nel 1924 dal re Ferdinando e la regina Marie di Romania.


Tra il 20 luglio e il 15 ottobre 1915, uno scontro particolarmente letale ha avuto luogo sul campo di battaglia di le Linge (17.000 morti), seguito da una guerra di posizione fino all’11 novembre 1918. Questo campo di battaglia, classificato sito storico, presenta un aspetto sorprendente : l’infrastruttura del solido sistema di difesa tedesco molto ben conservato e i resti delle trincee francesi in una terra friabile sono emozionanti testimonianze della “guerra delle trincee”. Il museo memoriale di le Linge mostra gli oggetti francesi e tedeschi trovati sul posto: armi, munizioni, oggetti personali e reliquie.  


Per poter prestare il primo soccorso il più vicino possibile al fronte, l’armata francese decide di installare a luglio 1915, un’ambulanza alpina nel villaggio di Mittlach ormai ritornata francese. Questo ospedale da campo, oggi museo, evoca le battaglie meno conosciute attorno a Metzeral nel giugno 1915 e la memoria del generale Serret e del colonnello Boussat, caduti a Hartmannswillerkopf a dicembre del 1915.


Nel 1914, i tedeschi occupano la cima della Tête des Faux che culmina a 1.220 metri. La battaglia di Natale 1914, condotta in condizioni invernali estreme, mette 600 uomini fuori combattimento in una sola notte.Ma i tedeschi costruiscono delle fortificazioni impressionanti che fissano la situazione fino all’Armistizio. 


Seguendo il percorso della linea delle trincee, il Col de Sainte-Marie-aux-Mines è un luogo di confine tra la Francia e la Germania dal 1914. Le cime attorno, il Bernhardstein, la Tête du Violu e la côte 607  divengono il teatro di una guerra latente. 


Il Museo di Saint-Dié-des-Vosges conserva dei pezzi eccezionali relativi alla storia militare del 14-18. Dieci vetrine racchiudono tenute, armi, munizioni e documenti provenienti dalla battaglia della Meurthe e dei combattimenti della Chipotte. L’epopea delle “assi” dell’aviazione, Fonck e Guynemer, viene ricordata attraverso una collezione unica.   


Nella valle di Hure, le alture della Fontenelle sono la posta in gioco di una guerra di posizione che si trasforma ben presto in guerra di mine. Nel 1925 è stato inaugurato un monumento vicino alla necropoli in cui riposano 2.348 francesi. 


Dal 28 agosto al 9 settembre 1914, il settore del col de la Chipotte è il luogo dei combattimenti corpo a corpo. Passato cinque volte alle mani dei francesi e dei tedeschi, vede 4.000 soldati francesi cadere e viene soprannominato dai soldati: “il buco dell’inferno”. Questa vittoria francese, associata a quella della Marne, vedrà il fallimento del piano di invasione tedesco, e la guerra  di movimento si trasforma in guerra di posizione. La necropoli della Chipotte ricorda il sacrificio eroico dei combattenti francesi.


Dal mese di settembre 1914, i tedeschi si installano vicino a Moyenmoutier,  nella Val de Senones, antica capitale del principato di Salm. Il promontorio della Roche Mère Henry, sulla falesia, diventa l’oggetto di attacchi francesi fino a gennaio 1915.


All’estremo nord del dispositivo militare tra le cime del Donon e Raon-l’Etape, la Chapelotte è l’ultimo sito-testimonianza della guerra di mine nei Vosgi. Nel 14-18, alcune posizioni vi toccarono 120 metri di profondità.


I tedeschi portano in questo massiccio di arenaria molto friabile, di stupefacenti lavori e fortificazioni tra cui il Centro d’Interpretazione e di Documentazione 1914-1918 di Pierre-Percée riferisce l’epopea.

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