La Candelora

  • La Candelora - crêpe al cioccolato

    La Candelora - crêpe al cioccolato

    © Emanuele Corbetta

  • La Candelora - crêpe flambée

    La Candelora - crêpe flambée

    © Emanuele Corbetta

  • Le Four des navettes - Marsiglia

    Le Four des navettes - Marsiglia

La Candelora fr

Fin dall’antichità il mese di febbraio (che viene dal latino “februare”, purificare) è associato al “fuoco nuovo”, cioè al periodo di purificazione della natura che si prepara a uscire dall’inverno. Le giornate si allungano con la speranza del rinnovamento. Riavvicinando la sua idea di penitenza a questa corrente pagana, la chiesa sceglie di benedire dei ceri verdi, colore che evoca da sempre l’idea di purezza.

Il 2 febbraio si chiudono le tradizioni di Natale e si disfa il presepe. Secondo la liturgia, in questo giorno si celebra la Candelora, festa della purificazione della Vergine Maria e la presentazione di Gesù al Tempio, "luce per illuminare le genti". In memoria di questo evento, a partire dal V secolo, fu organizzata una processione annuale, nel corso della quale si accendevano dei ceri benedetti. La festa della Candelora deriva tra l'altro il suo nome dal latino Festa Candelarum, festa delle candele.

La Candelora in Francia: le crêpes

Secondo la leggenda, in occasione di una di queste processioni è nata la tradizione di mangiare le crêpes il 2 febbraio. Per incoraggiare e ricompensare i numerosi pellegrini giunti a Roma per festeggiare la Candelora, Papa Gelasio, ordinò infatti che dalle cucine vaticane si portassero grandi quantitativi di uova e farina, con i quali sarebbero state create le prime rudimentali crêpes (da crispus ondulato in latino). 
Come per molte altre feste, regna inoltre attorno alla festa della Candelora un'atmosfera di superstizione ancora presente oggi. In Francia, la tradizione vuole per la Candelora si faccia saltare la prima crêpe con la mano destra, tenendo nella mano sinistra dell’oro se si vuole ricchezza e prosperità per l’anno a venire.
Le crêpes sono senza dubbio il dolce tipico di questa festa in Francia. Il 2 febbraio si mangiano 
non solo in Bretagna e nel Nord-Ovest della Francia, bensì un po' in tutta la destinazione. Tuttavia, vengono chiamate in modo diverso a seconda delle regioni e a seconda che siano sottili, spesse, croccanti, soffici, grandi o piccole. Per esempio, si chiamano tantimolles in Champagne, vautes nella Ardennes, roussettes nel Pays d'Anjou, croupets in Guascogne... 

La Candelora a Marsiglia: les navettes

A Marsiglia la festa della Candelora ha conservato tutto il suo splendore! Per vivere a pieno questa tradizione occorre però alzarsi all'alba. Sin dalla mattina presto, il quartiere intero comincia ad animarsi e ogni anno, il 2 febbraio, la statuta della Vergine Nera viene trasporata in processione dal Vieux-Port all'Abbazia di Saint Victor, seguita dai fedeli che portano un cero verde tra le mani. Dal centro città i pellegrini salgono verso l'Abbazia, mentre il prelato procede alla benedizione della cittàe delle acque e poi celebra la messa. Alle 8.00 si passa alle benedizione del Four des navettes, la più antica panetteria di Marsiglia, situata pressocché di fronte all'Abbazia. Durante la Candelora, è uso comune acquistare un cero verde e le navette benedette (tipico pane della zona). La navetta benedetta veniva conservata dai marsigliesi al capezzale del letto, così come il cero verde. Anche oggi, come allora, fuori del Four des Navettes c'è sempre coda. C'è chi dice che la navetta sia una rievocazione delle barca di Iside, o che possa essere quella che condusse le "Sante Marie" sulle coste della Provenza. Origini a parte, il segreto di fabbricazione viene gelosamente custodito da più di 200 anni. 

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