I sapori dell’oceano: tra tradizione e creatività

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I sapori dell’oceano: tra tradizione e creatività

Specialità ancestrali o nuove ricette, peccati di gola o dietetiche virtù: i prodotti del mare e del terroir atlantico avranno di che sorprendere e deliziare le vostre papille.

Il forte carattere dei territori marittimi si esprime anche a tavola, come nel Paese Basco con il celebre piment d’Espelette (un intero villaggio, non lontano dalla costa, si dedica alla produzione e dà il nome a questo rinomato peperoncino) o il tradizionale piatto di pibales (giovani anguille passate in padella).

Prodotti della campagna e prodotti della pesca

Ogni regione ha molteplici specialità, ognuna delle quali trova un proprio spazio autonomo a tavola. La Normandia, in particolare il Pays d’Auge, valorizza tanto la coquille Saint-Jacques (la cappasanta), nella sua specie locale, quanto il Camembert. L’identità culinaria bretone non si limita solo alla crêpe di grano saraceno, ma altrettanto importanti sono i frutti di mare (crostacei e conchiglie), simbolo dell’animo “marino” di questa terra, o specialità come il Far, una sorta di flan dolce. Senza dimenticare il gusto per il sidro, una tradizione peraltro condivisa con la vicina Normandia.

Ma i palati fini possono anche esplorare nuovi e sorprendenti sapori, come ad esempio le alghe. Riconosciute per le loro proprietà nutritive e il loro apporto energetico equilibrato, certe varietà di alghe (piokadulse, norikombu) si cucinano come insalata o crema d’accompagnamento. Perfette per fare da contorno a un pesce nobile (ad esempio il branzino) in crosta di sale. Quanto al Muscadet, vino bianco tipico dell’estuario della Loira, è ideale per esaltare una degustazione di ostriche.

Le ostriche sono allevate con passione e secondo diversi metodi: in Vandea, nella Charente con la tecnica delle “claires” (bacini che mescolano acqua dolce e salata) o nei parcs à huîtres nei dintorni di Arcachon. C’è un piacere epicureo nel camminare tra le capanne in legno dipinto dei villaggi d’ostricoltura per scoprire il mestiere degli allevatori e degustare tutto l’anno il celebre frutto di mare come dei veri indigeni: servito crudo e accompagnato da una crépinette (piccola salsiccia).

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