Jean-Pierre Balpe

  • autoportrait

    autoportrait

    © Image extraite de l'album photo de JP Balpe, Hyperfiction "La disparition du général proust", 2010.

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    herbarius

    © Herbarius 2059 de Miguel Chevalier, textes Jean-Pierre Blape, logiciel cyrille Henry.

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    labylogue

    © Captation d’un écran de Labylogue, installation de Maurice Benayoun, génération de textes de Jean-Pierre Balpe, composition sonore de Jean-Baptiste Barrière, 2000.

Jean-Pierre Balpe

In collaborazione con Digitalarti 

Le nuove forme di scrittura, in particolare quelle che segnano l’avvicinamento di letteratura e informatica, si sono sviluppate sì negli ultimi anni, ma affondano le radici nell’opera di pionieri come Jen-Pierre Balpe.

Poeta, scrittore, docente, ricercatore, Jean-Pierre Balpe non ha mai smesso, nel corso degli anni, di sviluppare i legami ipermediatici. Ha così evidenziato il punto di congiunzione tra arte e tecnologia, mettendo in connessione, nel campo della scrittura, i principi di generazione dei testi automatici, eredità dei surrealisti, con un mezzo digitale ormai ampiamente diffuso.

Jean-Pierre Balpe si considera innanzitutto uno scrittore. Ha mosso i primi passi nel campo della scrittura poetica, negli anni 60. A metà anni 70 circa, quando insegnava in una scuola di formazione per professori di materie tecniche, Jean-Pierre Balpe si è "reso conto di quanto fosse interessante la programmazione informatica per la letteratura, tanto in termini di ricerca quanto di creazione». «Da quel momento» -aggiunge- «attraverso istallazioni più o meno complesse, ho sondato sempre più il rapporto con la tecnologia, molto spesso delegando la parte pratica a tecnici specializzati o artisti più competenti di me in questo settore, persone con cui ho lavorato in simbiosi.".

A partire dagli anni 80, Jean-Pierre Balpe ha lavorato a software di scrittura automatica, poetica e interattiva, per poi dedicarsi ad autentiche creazioni multimediali, in linea con il crescente progresso tecnologico.

Il web è diventato uno dei suoi terreni di gioco preferiti: ne è la prova "La Disparition du Général Proust" (La scomparsa del Generale Proust), un progetto di hyperfiction in rete, che l’artista conduce dal 2006 sul suo blog e su una ventina di altri siti.

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