L’oltremare: nuovo paradiso per le escursioni e il trekking

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L’oltremare: nuovo paradiso per le escursioni e il trekking

Collocati alle spalle della spiaggia, i sentieri dell’oltremare francese conducono gli escursionisti direttamente nel cuore della foresta o alle pendici di un vulcano. Di seguito qualche punto di riferimento per delle belle passeggiate a piedi. 

Fédération française de la randonnée pédestre (FFRP): guide topografiche dedicate all’oltremare. 
Oltre ai consigli pratici che si trovano sul sito internet, la federazione pubblica delle guide topografiche che descrivono gli itinerari per escursioni e trekking, in particolare nelle Isole di Guadalupa, alla Réunion, in Martinica e Mayotte

Isola della Réunion 

“Punto caldo” del globo, l’isola è emersa dall’Oceano Indiano per via del fenomeno del vulcanismo, al quale deve il suo rilievo stravagante e spettacolare, il forte temperamento e il potenziale “escursionistico”, nonostante le piccole dimensioni (70 km di lunghezza per 50 km di larghezza). Il vecchio vulcano dell'Isola della Réunion (il Piton des Neiges, che solo la brina e qualche fiocco di neve riescono a imbiancare) raggiunge i 3.070 m d’altezza e serve da perno alle tre caldere circostanti di Salazie, Cilaos e Mafate, che costituiscono altrettanti terreni invitanti per le escursioni. I sentieri pedonali di Mafate, ancora percorsi a piedi dal postino (il medico, invece, prende l’elicottero), sono l’unico mezzo per raggiungere gli îlets, sette villaggi arroccati alle pareti della caldera e che contano in totale 800 abitanti. Da qui la sensazione d’isolamento e lo spirito d’avventura che sembrano ispirare gli escursionisti. I percorsi sono comunque ben battuti e disseminati di rifugi per tappe all’insegna di un’autentica atmosfera creola. 
La parte sud dell’ Isola della Réunion  vive al ritmo di un altro vulcano attivo: il Piton de la Fournaise (2.631 m). Gli escursionisti possono percorrere il largo cratere seguendo sentieri dotati di segnaletica, in mezzo a rocce multicolore, colate di lava rapprese e fumarole. Un recentissimo Parco nazionale (Parc national des Hauts) copre una buona parte di questo territorio montuoso e ricco di contrasti: dal deserto roccioso alla foresta tropicale (quasi) più umida del mondo, passando per i campi di canna da zucchero o, ancora, dalle creste panoramiche del Dimitile ai profondi sottoboschi della foresta di Bélouve o alle praterie della Plaine des Palmistes. Si può anche camminare lungo il litorale, più o meno selvaggio a seconda dei tratti, in direzione di Sainte-Rose (costa est). 
Il successo dell' Isola della Réunion come destinazione per escursioni / trekking (numerosi operatori locali qualificati e altrettanti intermediari specializzati che propongono pacchetti) è favorito dall’assenza di fuso orario e dalla promessa di un esotismo da vivere in tutta sicurezza. I gruppi di escursionisti sono numerosi, ma si trovano sempre degli angolini tranquilli, dove impregnarsi intensamente di paesaggi fuori dal comune. 
Tutti gli itinerari per escursioni all' Isola della Réunion  sono descritti nella guida topografica della FFRP (con indicazione dei sentieri principali di escursione / grande randonnée GR: R1 e R2). Sul posto vi sono numerosi operatori specializzati (es. accompagnatori diplomati, ecc.). Percorso guidato di 2 giorni con un pernottamento in gîte a partire da 60 a 180 €. Ma il percorso può essere organizzato anche in autonomia, ad esempio con le 6 carte geografiche dell’IGN (Istituto Geografico Nazionale francese) con scala 1: 25.000 (n° 4401-4406). 
Si consiglia di informarsi bene sulle previsioni meteo: da queste parti il cielo è piuttosto capriccioso. 
Di seguito alcuni operatori locali: 

Isole di Guadalupa

Creato vent’anni fa, il Parco nazionale delle Isole di Guadalupa copre sia territori montuosi che aree marittime tra Grande-Terre e Basse-Terre. I versanti del vulcano della Soufrière, punto culminante delle Antille francesi (1.467 m), sono l’ideale per le escursioni. Gli attuali itinerari segnalati riprendono la storica rete di Traces (Trace des Vasques, Trace du Morne, ecc.), cammini che risalgono talvolta al XVIII secolo e che venivano percorsi in passato dagli schiavi. Questi sentieri si estendono su un totale di circa 300 km. Dall’alto il panorama è superbo, a condizione di “passare tra le nuvole”. Infatti, anche se il sole bacia le spiagge dorate, i venti marini portano spesso umidità sulle cime. Ecco perché in Guadalupa si trovano foreste lussureggianti (300 specie di alberi e piante tropicali) e torrenti tumultuosi (Chute du Carbet, Pas du Roy, ecc.).
Camminare su questa terra dei Caraibi (che gli amerindi pre-colombiani chiamavano karukera) è fonte di forti emozioni. Numerosi gîtes si rivolgono anche agli escursionisti e sul posto sono attivi operatori specializzati. 
Di seguito alcuni operatori locali: 

Martinica 

Sono già trent’anni che la  Martinica sottovento dei Caraibi possiede un proprio Parco naturale regionale, che copre in parte i fianchi del vulcano della Montagne Pelée (1.367 m d’altezza) e altri mornes (piccole cime di circa 500 m d’altezza, caratteristiche delle Antille) tra Grand-Rivière e Sainte-Anne. Circa 130 km di sentieri attraverso paesaggi di campagna o natura protetta, con temperature calde ma sopportabili. 
Di seguito alcuni operatori locali: 

Tahiti e le sue isole

Spiagge da sogno e lagune da cartolina, navigazione e immersioni subacquee… Tahiti e le sue isole sono un paradiso marino che offre però anche altrettante attrazioni “montuose” sulle isole vulcaniche di Moorea, Raietea o Tahiti, dove si trovano terreni aspri, selvaggi, ricoperti di foresta vergine. Non lontano da Papeete, i più esperti possono, ad esempio, tentare l’ascesa al monte Aorai (2.066 m d’altezza) in cinque ore (attenzione ai passaggi delicati su rocce scivolose), evitando ovviamente la stagione delle piogge (da dicembre a febbraio). Mete per escursioni esotiche sono anche le cascate d’Afareaitu a Moorea o il Monte Tapioi a Raietea. Più selvagge ancora e lontane dal nucleo di Tahiti, le Isole Marchesi seducono anche i principianti. A Tahiti e le sue isole si pratica anche equitazione e canyoning. 
Di seguito alcuni operatori locali: 

Nuova Caledonia

Questa grande terra, alla deriva da oltre 250 milioni di anni nell’Oceano Pacifico, non è, contrariamente all’abitudine, di origine vulcanica. Lunga 400 km, la Nuova Caledonia, l’isola dei kakaks (popolo melanesiano) presenta diversi tipi di paesaggio: le pianure secche della costa nord-ovest, dette “savana di niauli” o la “brousse” (trad.: boscaglia, savana), hanno un’atmosfera da western.
Nei dintorni di Bourail gli allevamenti bovini e i guardiani a cavallo – bianchi o kanaks – sono numerosi e accompagnano spesso i turisti durante escursioni a cavallo (vi sono una decina di ranch in zona). 
A nord di Koné si trova una foresta primaria che, vista dal cielo, presenta il famoso Cuore di Voh della  Nuova Caledonia, forma simbolica della vegetazione di origine naturale, la cui immagine ha fatto il giro del mondo intero. Dei sentieri di petite randonnée (PR) vi guideranno alla scoperta di villaggi e di clan melanesiani, dove potrete anche soggiornare presso i locali, che vi sveleranno luoghi noti solo agli iniziati.  Anche a sud della Nuova Caledonia, attorno a Nouméa, la natura è incontaminata: il sentiero di grande randonnée n°1 (GR 1) propone un superbo percorso lungo le creste montuose che dominano le vallate e i laghi circostanti, con vista in lontananza sull’oceano.
Di seguito alcuni operatori locali: 

Guyana 

Un parco nazionale e un parco regionale si dividono una buona parte di questo pezzo d’Amazzonia, che si estende su una superficie di 3,4 milioni di ettari, pari a quattro volte quella della Corsica. I confini della Guyana francese sono delimitati dai fiumi “frontiera”: con il Suriname a ovest (il Maroni) e con il Brasile a sud-est (l’Oyapock). 
Questo terra di giungla presenta rilievi in media di 500 m d’altezza (il Massiccio della  Guyana ), che ospitano luoghi di fascino come le sorgenti del Sinnamary o belle cascate. 
L’esplorazione comincia spesso a Saint-Laurent del Maroni (a nord) o a Regina (sud-est). Nelle tappe intermedie si mangia e si dorme sotto il carbet (semplice tetto di palma che fa da capanna) e la notte l’amaca è d’obbligo. Durante la notte la giungla continua a vivere e a produrre mille suoni. Nel cuore della foresta primaria della  Guyana, da non perdere la vasta palude di Kaw con i magnifici uccelli multicolore che svolazzano tra i caimani appostati. 
Le camminate qui sono spesso abbinate alle escursioni in piroga, in una terra in cui i fiumi restano il miglior mezzo di trasporto. 
Di seguito alcuni operatori locali: