Un patrimonio «tecnico» incredibile, sotto il sole delle isole…

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Un patrimonio «tecnico» incredibile, sotto il sole delle isole…

Aziende perlifere in Polinesia, piantagioni e raffinerie di canna da zucchero all’isola della Réunion e alle Antille: c’è tutta un’epopea industriosa e umana da scoprire oltre le spiagge… L’epopea coloniale, sia francese che non, e lo sviluppo di alcune culture che si sono adattate al clima hanno segnato il destino e il paesaggio delle isole dei Caraibi e dell’Oceano Indiano, con la creazione di grandi aziende agricole, che ha portato anche a delle inevitabili conseguenze: la tratta di schiavi africani e la nascita di una nuova identità creola. Piante come la vaniglia o derrate alimentari di base come la canna da zucchero per le esportazioni fanno parte della vita nell’Oltremare.

Oggi molte di queste attività agricole sono diventate permanenti e sono parte della storia di queste isole. Per quel che riguarda le perle del Pacifico e l’olio di monoi, esse mostrano quanto l’atmosfera da sogno sia inevitabilmente associata a Tahiti.

Le Isole di Guadalupa, regno della canna da zucchero e del caffè

La storia delle Antille è sicuramente segnata dalla coltivazione della canna da zucchero e dalla tratta degli schiavi, che ha portato a incroci tra culture diverse che sono alla base dell’identità creola. La scoperta di questo universo permette ad esempio di capire la tecnica del brulis, preliminare per la raccolta: innanzitutto si incendiano i campi per sfogliare i gambi, perché le foglie della canna da zucchero sono molto taglienti. Oltre alle specialità che hanno origine dalla canna da zucchero (tra cui il rum bianco agricolo), le Isole di Guadalupa sono molto attive anche nella coltivazione del caffè.

Omaggio al rum

La canna da zucchero cresce soprattutto nella parte nord e pianeggiante dell’isola, Grande-Terre.

Azienda Reymonenq, a Sainte-Rose Bellevue:
Museo del Rum
Un’azienda privata si occupa della produzione di rum ed è anche aperta alle visite.

Evocazione del caffè

Sui versanti del Comune di Vieux-Habitants, che dominano la riva “sotto il vento”, litorale ovest di Basse-Terre, ci sono delle coltivazioni di piante del caffè, alcune che risalgono persino al 1725. Alcune aziende che si occupano di questa attività propongono anche un servizio di bed and breakfast.

Un’azienda di caffè e il suo museo:
Cafè Chaulet

Due piantagioni di caffè con ecomuseo e struttura ricettiva:
- Cafeière Beausejour
- Vanibel

E ancora…

Maison de la noix de coco

L’isola della Réunion, tra zucchero e profumi

Questa montagna vulcanica che sorge nell’Oceano Indiano, e che un tempo si chiamava Ile Bourbon, è passata dallo stato vergine alla condizione di possedimento della Compagnia delle Indie nel XVII secolo, prima di diventare una colonia prospera con molteplici coltivazioni come la vaniglia, la canna da zucchero e l’essenza di vetiver. Questa attività agro-alimentare fece la fortuna di alcune dinastie, ma segnò anche il destino tragico degli schiavi africani.

La Stella Matutina, a Saint-Leu, è un’antica raffineria di canna da zucchero fondata nel 1855, e oggi è diventata un eco-museo. Al momento attuale le piantagioni di vaniglia sono ridotte al minimo, ma un tempo l’isola esportava delle grandi quantità di questa pianta, seguendo l’esempio del Madagascar.

Un paio di visite a Saint-André

Lo zuccherificio di Bois-Rouge a Saint-André
Questa azienda di trituramento della canna per estrarre lo zucchero lavora durante la campagna zuccheriera da giugno a settembre. Dal martedì al venerdì è aperta alle visite.

La distilleria Savanna a Saint-André
In essa si producono dei rum di qualità (rum invecchiati e rum d’annata). Durante il raccolto e la pressatura è aperta alle visite.

Altri riferimenti

La Cooperativa agricola degli oli essenziali di Bourbon
Questa azienda produce essenze per profumi a base di geranio, di vetiver e di bacche rosa. Durante una visita allo stabilimento si può anche vedere l’atelier “creazione di fragranze”.
Il gruppo agroalimentare Quartier Français, che sviluppa marche di rum, propone una visita virtuale su Internet al proprio stabilimento.

Tahiti, tra fiori e perle

L’ostrica perlifera

Sparpagliate su migliaia di km² in mezzo all’Oceano Pacifico, gli atolli e le isole hanno sviluppato da più di un secolo l’allevamento di ostriche perlifere. Una specie locale e unica di questo mollusco può infatti secernere in circa 4 anni una graziosa pallina di madreperla; inizialmente essa fu esportata come materia prima (per i bottoni delle camice e i tasti del pianoforte), poi diventò un gioiello di valore, a seconda della forma e della diversità. Le perle bianche e quelle nere (più famose) vengono prodotte da diverse industrie perlifere a Bora Bora, Tuamotu, Gambier e Manihi, a 500 km da Tahiti. Una visita all’azienda, con possibilità di immersioni nelle stazioni di allevamento, permette di scoprire che anche i giapponesi sanno estrarre le perle dalle ostriche.

L’olio di monoi

Il tiarè, un fiore endemico di un bianco splendente, è diventato il simbolo dei tahitiani, un accessorio di bellezza usato come collana e come corona. Essa è anche la materia prima di un olio vegetale per la pelle e per i capelli, ottenuto dalla macerazione nel latte di cocco. Pomata e cura di bellezza, il monoi è un prodotto tipicamente polinesiano.

In Guyana: la conquista spaziale, una versione europea

La base di lancio del missile Ariane appartiene al Centro di Studi Spaziali nel contesto di un programma europeo. Il missile si trova a Kourou, tra l’Atlantico e l’Amazzonia, e si può anche visitare la base. Se poi la data coincide, si può anche assistere al lancio.