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Mostra "Alfons Mucha" a Parigi

L’astro dell’Art Nouveau ritorna a Parigi con una retrospettiva dal 12 settembre 2018 al 27 gennaio 2019. Per la prima volta dal 1980, i visitatori avranno l’occasione di scoprire, al di là dei celebri poster che hanno sancito la gloria del pittore, tutte le sfaccettature del talento di un artista impegnato a favore delle popolazioni slave.

Di Alfons Mucha si ricordano i poster ricchi di arabeschi e di figure femminili ornate di motivi floreali, emblema dell’Art Nouveau. Si conosce meno il secondo Mucha, pittore impegnato e devoto alla causa del suo paese d’origine - l’attuale Repubblica Ceca - e cantore della cultura dei popoli slavi.

La mostra allestita al Musée du Luxembourg, la prima dopo la retrospettiva del 1980 al Grand Palais, svela un Mucha poco conosciuto e restituisce tutta la complessità dell’opera di questo prolifico artista.

L’incontro decisivo con l’attrice Sarah Bernhardt

Originario della Moravia, terra all’epoca annessa al regno di Boemia, Alfons Mucha emigra all’età di 27 anni a Parigi, dove inizia presto a lavorare come illustratore e disegnatore di manifesti pubblicitari. Ma sarà l’incontro con l’attrice teatrale Sarah Bernhardt a imprimere il vero impulso alla sua carriera. Dopo avere realizzato in tempi record il manifesto per la piece teatrale Gismonda, Alfons viene ingaggiato dalla grande attrice per realizzare altri poster pubblicitari.

Gioielli, poster, quadri, fotografie e non solo

Amico di Gauguin e Rodin, il poliedrico artista si dedica con brio anche all’arredamento e all’architettura d’interni: è lui che progetta la gioielleria del celebre orefice Georges Fouquet in rue Royale a Parigi, oggi ricostituita al museo Carnavalet. Tempestate di arabeschi e motivi vegetali, le parure esposte al Musée du Luxembourg accanto a poster, dipinti, fotografie e pastelli testimoniano il senso estetico dell’artista in tutte le sue molteplici forme.

La grande opera che occuperà gli ultimi 30 anni della sua vita rimane tuttavia il progetto – monumentale – di rappresentare gli usi e costumi del popolo ceco, all’epoca infeudato all’Impero austro-ungarico. I numerosi disegni preparatori esposti testimoniano l’entità dell’impresa: attraverso 20 gigantesche tele, alcune delle quali alte più di otto metri, Alfons Mucha racconta l’epopea del popolo slavo alla vigilia della sua emancipazione.

Dove si trova il Musée du Luxembourg a Parigi