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Mostra "Eblouissante Venise" a Parigi

La Venezia artistica del XVIII secolo rivive nelle gallerie nazionali del Grand Palais dal 26 settembre 2018 al 21 gennaio 2019 con una mostra inedita, dove le arti plastiche si intrecciano alla danza e a spunti musicali e scenografici.

Pittura, ma anche opera lirica, arti decorative, teatro, musica… È la prima volta che Parigi organizza una mostra sulla Venezia del XVIII secolo, epoca in cui la città era all’apice della sua effervescenza artistica. Ideata in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, questa estesa panoramica delle arti dell’epoca esplora tutte le sfaccettature della civiltà veneziana al suo apogeo e getta una nuova luce sull’influenza che la città esercitò sulla creazione europea.

La prima sezione della mostra, una visione d’insieme della piccola Repubblica, restituisce l’atmosfera unica della Serenissima, all’epoca la città più festosa d’Europa. Gli stranieri accorrono per assaporare la gioia di vivere di una città dove la musica sostenuta da grandi nomi – Vivaldi naturalmente, ma anche il cantante lirico castrato Farinelli – risuona ovunque, dagli Ospedali dove giovinette orfane si iniziano a quest’arte alle decine di teatri che istituzionalizzano l’opera lirica. Alle feste ufficiali e ai sontuosi ricevimenti si aggiungono i piaceri insoliti del Carnevale o del Ridotto (il casinò cittadino) dove la maschera favorisce un’inedita mescolanza sociale.

L'influenza del rococò veneziano

Ma l’arte veneziana viene anche esportata, come dimostra la seconda parte dell’esposizione dedicata alla diaspora degli artisti di cui i mecenati europei si contendono i servizi. Il rococò veneziano (il termine deriva dal francese rocaille, indicante una decorazione eseguita con pietre e rocce) fa scuola nel Sacro Romano Impero germanico, dove Giambattista Tiepolo realizza la volta dello scalone d’onore della Residenza di Würzburg. E poi le vedute, di cui il più illustre rappresentante è il Canaletto, che magnificano lo splendore della Serenissima e seducono particolarmente gli stranieri.

La terza sezione della mostra esplora il mito di Venezia, che si consolida nello stesso momento in cui la città inizia il declino economico. Mentre Goldoni, l’inventore della commedia italiana moderna, analizza nelle sue opere le contraddizioni della società dell’epoca, il pittore Pietro Longhi fissa sulle sue tele il quotidiano colorato e singolare, contrassegnato da figure mascherate, di una borghesia ossessionata dagli svaghi.

Un percorso vivo e ricco di sensazioni

Per raccontare in maniera più vivace l’epoca d’oro di questa fastosa Venezia, la direttrice artistica della mostra Macha Makeieff ha immaginato un vivissimo percorso ricco di sensazioni, dove attori e musicisti riproducono in situ performance che riecheggiano i dipinti, le sculture, gli oggetti e i disegni in esposizione. Non mancano gli appuntamenti notturni a cadenza regolare, per permettere ai visitatori di immergersi ancora di più nella suggestiva atmosfera della Città delle maschere.

Dove si trova il Grand Palais a Parigi