Jacques Garcia, la vita come opera d’arte

Ha appena compiuto 70 anni (è nato nel 1947 a Parigi, da genitori di origine spagnola), è architetto, arredatore di interni ma soprattutto un esteta, capace di cogliere ed esaltare l’anima dei luoghi.

Una quarantina di indirizzi d’eccellenza a Parigi, il Métropole a Monte Carlo, e poi l’Hotel Victor a Miami, La Réserve a Ginevra, La Mamounia a Marrakech, il Danieli a Venezia, l’Hotel Des Indes a l’Aia, il NoMad a New York, il ristorante Casa Coppelle a Roma: la creatività di Jacques Garcia si declina in alcuni dei luoghi più prestigiosi del mondo. Tutti nel segno di una particolare attenzione all’accoglienza e alla convivialità. “Ciò che detesto sopra ogni cosa è proprio questo modo moderno di arredare - ha dichiarato - i mobili senza anima, senza vita, senza radici. Il mio lavoro consiste nel tornare continuamente alle origini, senza cercare di reinventare, al contrario con la volontà di recuperare le proporzioni perfette che gli antichi ci hanno tramandato”. Ha realizzato così alcuni dei luoghi di culto dell’ospitalità parigina, primo fra tutti l’hotel Costes, al 239 di rue Saint Honoré, simbolo del suo stile raffinato che reinterpreta il passato in chiave moderna, fra broccati e tessuti damascati, decori preziosi, tocchi d’antiquariato e grandi specchi. Ha curato l’hotel Majestic di Cannes, La Réserve Paris, Le Fouquet’s sugli Champs-Elysées, l’hotel des Beaux-Arts, storica residenza parigina di Oscar Wilde, e il palazzo del Sultano del Brunei in Place Vendôme. In quel mix fra minimalismo, neogotico, esotismo, gusto Napoleone III che è un po’ la firma del suo stile. D’altra parte da ragazzino il padre lo portava ai mercati delle pulci di Vanves e Montreuil: da qui arriva la sua passione per l’antiquariato e il collezionismo. Così Garcia ricerca ovunque mobili e oggetti degli ambienti di corte dispersi nella rivoluzione francese, e ha collaborato per dieci anni con i conservatori della Reggia di Versailles al riallestimento degli appartamenti reali, in qualità di mecenate di competenza, e allo stesso titolo ha dedicato cinque anni al Museo del Louvre per ricreare le sale dedicate alle arti decorative francesi del XVII e XVIII secolo. Premiato con riconoscimenti prestigiosi - nel 1994 ha ricevuto la medaglia della Città di Parigi, è Commendatore delle Arti e delle lettere, dal 1995 è Cavaliere della Legion d’onore e il 31 dicembre 2017 è stato nominato Commendatore della Legion d’onore! - ha dedicato gran parte della sua attività a uno dei suoi progetti più grandiosi: Le Château du Champ de Bataille (Link esterno), fastoso castello del ‘600 in Normandia, immerso nel verde, che Garcia ha acquisito nel 1992 e ha riportato all’antico splendore in anni e anni di lavori e restauri. Oggi è museo, con gli splendidi saloni Luigi XIV, Luigi XV e Luigi XVI, e giardini privati più grandi di Francia, 30.000 visitatori all’anno.
Un gioiello, come l’altra residenza di Jacques Garcia, a Noto, capitale barocca della Sicilia, con un complesso di ville immerse in giardini lussureggianti. www.jacquesgarcianoto.com (Link esterno)
Attraversano i luoghi e le epoche le grandi passioni di Jacques Garcia: le passioni di una vita vissuta davvero come un'opera d'arte!