Cartoline d'anniversario: le giungle immaginarie di Rousseau e l’arte di “sognare” i viaggi

A volte i viaggi sono soprattutto virtuali e sognati, fatti guardando immagini, fotografie di ricordi, video… Un po’ come faceva Henri Rousseau il Doganiere, nato a Laval, nella Mayenne, Valle della Loira, il 21 maggio 1844 e morto a Parigi il 2 settembre 1910, 110 anni fa.

Infanzia povera, una vita difficile costellata di lutti familiari, un lavoro all’ufficio del dazio di Parigi che gli valse il soprannome di Doganiere, Rousseau comincia a dipingere tardi, intorno ai quarant’anni, nel tempo libero dal lavoro. Da autodidatta, in modo originale. Si ispira alle foto scattate durante una gita, come in questo dipinto il Calesse di père Junier che si trova al Museo dell’Orangerie di Parigi, a una passeggiata, a una cartolina…

E le sue giungle, le sue misteriose, splendide giungle, come nell’ Incantatrice di serpenti del Museo d’Orsay o il Sogno sono giungle immaginarie , fantastiche. Rousseau non ha mai lasciato Parigi, non è mai stato in paesi esotici, le sue “giungle” sospese tra sogno e realtà nascono dai racconti di viaggio dei suoi compagni di artiglieria tornati dalla spedizione in Messico e dalle atmosfere dei padiglioni dell’Esposizione universale del 1899, dalle visite al Jardin des Plantes e al Museo nazionale di storia naturale, dagli album di immagini esotiche dell’epoca come l’album Bêtes sauvages pubblicato a inizio Novecento dalle edizioni delle Galeries Lafayette.

Proprio come Salgari, suo contemporaneo, che “inventava” i suoi paesaggi della Malesia, del Borneo e la mitica Mompracem ispirandosi alle tavole degli atlanti, ai dizionari, ai libri e ai giornali di viaggio che trovava in biblioteca…
Risultato: come scrive Apollinaire ne Le serate di Parigi del 1914: “Rousseau è indubbiamente il più strano, il più audace e il più affascinante tra i pittori dell’esotismo”. Senza aver mai viaggiato davvero.

Immaginare, sognare il viaggio è possibile anche stando a casa, sfogliando un magazine di viaggio, guardando dalla finestra…
Il consiglio per il prossimo viaggio reale: una visita sulle tracce di Henri Rousseau al Museo d’Orsay e all’Orangerie, a Parigi, e a Laval, al Musée d’Art Naïf et d’Arts Singuliers.

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