Le voyage à Nantes: il percorso Estuaire da Nantes a Saint-Nazaire alle porte dell'oceano

Buon serp... pesce d'aprile! L’impressionante serpente di 120 metri che troviamo a Saint-Brevin-Les Pins non è un reperto archeologico, bensì una delle tante incredibili e gigantesche creazioni di Le Voyage a Nantes, in particolare del percorso Estuaire nella regione dei Pays de la Loire, proprio alle porte con la Bretagna. E se questo ti ha sorpreso, aspetta di vedere qui sotto la nostra gallery fotografica!

Dal cuore di Nantes alle porte dell'Atlantico, Estuaire è una collezione a cielo aperto come nessun'altra. Un percorso voluto da Jean Blaise nel 2007 che riunisce oltre 30 opere di grandi dimensioni, sculture, architetture stupefacenti concepite da grandi artisti internazionali lungo i 60 chilometri dell'estuario della Loira: un perfetto matrimonio tra paesaggio, arte e fiume.

Una collezione permanente visitabile tutto l’anno, costituita al seguito di tre «biennali» (2007-2009-2012) e che viene arricchita nel corso degli anni. Create sul posto, le creazioni sono accessibili liberamente a piedi, in bici, in auto e persino in barca, rivelando così diversi punti di vista di una Loira oceanica sconosciuta, caratterizzata da ambienti naturali protetti, luoghi di pesca e paesaggi industriali.

Ma ora lasciamo parlare le opere, ne abbiamo selezionato per te 10, giusto per incuriosirti e magari un giorno, non appena sarà possibile, verrai nella travolgente Nantes per ammirarle direttamente!

Il serpente dell'oceano

HUANG YONG PING
Iniziamo con l'immenso serpente dell'Oceano di Huang Yong Ping, di cui abbiamo appena parlato. Il suo scheletro che sembra appena uscito da uno scavo archeologico, emerge nel punto d'incotro tra la Loira e il mare. Il movimento delle onde lo rende quasi "vivo" e le sue dimensioni, 120 metri di lunghezza, e la sua bocca sproporzionata sono sorprendenti. La linea del suo corpo richiama la curva del ponte di Saint-Nazaire e il modo in cui è fissato ricorda invece l'architettura dei carrelets, i tipici capanni a palafitta per la pesca sulla costa atlantica.

Gli anelli di Buren

DANIEL BUREN & PATRICK BOUCHAIN
Daniel Buren è probabilmente uno degli artisti francesei contemporanei più conosciuto al mondo. A Nantes, la sua opera si sviluppa lungo un percorso scandito da 18 anelli rivolti verso il fiume, offrendo così altrettante inquadrature del paesaggio. E di notte diventa ancora più affascinante: gli anelli si illuminano di rosso, verde e blu. Tre colori, la base di una varietà infinita.

Il Belvedere dell'Hermitage

TADASHI KAWAMATA
Tadashi Kawamata ha creato opere in situ in tutto il mondo e per Nantes ha immaginato il Belvedere dell'Hermitage, un caotico groviglio di tavole che ricorda la forma di un gigantesco nido sospeso a circa 20 metri d'altezza in cima alla collina di Sainte-Anne. La struttura, interamente in legno con una lunga e stretta passerella e regala una vista mozzafiato sul fiume e la città. Attenzione alle vertigini!

La ninfea

ANGE LECCIA
Una proiezione inattesa sulla superficie del canale Saint-Félix: una giovane donna che si muove tranquillamente in un ambiente acquatico. Questa doppia presenza dell'acqua, sia nell'immagine e sia come supporto all'immagine, produce così un effetto insolito e inquietante. La luce della proiezione gioca sulla superficie dell'acqua in movimento, un omaggio alla ricerca pittorica di Claude Monet. Riconosci il volto di questa ninfea contemporanea? Esatto, è proprio lei, Laetitia Casta.

Il pendolo

ROMAN SIGNER
La centrale di calcestruzzo di Trentemoult è particolarmente interessante per Roman Signer. È questa ricchezza e questo potere evocativo che l'artista ha voluto sottolineare nella sua opera. Un pendolo di 7 metri, appeso all'edificio rosso, scandisce il tempo, regolarmente e inesorabilmente. Dà ritmo al flusso del fiume e rende omaggio alla sua potenza violenta e tranquilla.

The settlers

SARAH SZE
Anche se vicino all'aeroporto e alla tangenziale di Nantes, Port Lavigne è un'ampia riserva naturale e l'opera The Settlers invita proprio a esplorare con attenzione il territorio. Tre alberi sono "occupati" da un insieme di sculture che ci regalano incontri improbabili alle nostre latitudini: un cucciolo d'orso che si arrampica su un albero, aiutato dalla madre; un giaguaro che dorme e delle scimmie invece sul terzo albero. Ogni animale raffigura l'istantanea di un comportamento: cacciare, lavarsi, giocare, dormire.

Misconoscibile

ERWIN WURM
Erwin Wurm ha iniziato a dedicarsi alla scultura per caso e ama sfidarne le regole e le convenzioni. Grazie al suo brillante senso dell'umorismo, il suo lavoro trasforma situazioni ordinarie in un modo assurdo. Per l'artista, gli oggetti, come le persone, sono soggetti alla forza del pensiero: questa barca a vela si curva e si piega, come se fosse irresistibilmente attratta dal fiume. Gli oggetti hanno dunque un'anima? Per Erwin Wurm la risposta è "sì" con un punto esclamativo!

La villetta

TATZU NISHI
Tatzu Nishi, giocando con le prospettive, si misura con la grandezza della centrale termica di Cordemais. Riproduce pertanto una ciminiera identica di 15 metri di altezza e in cima, ha creato una villetta con un piccolo giardino, direttamente uscita dagli anni '70.

La casa nella Loira

JEAN-LUC COURCOULT
Jean-Luc Courcoult propone "una casa le cui fondamenta, catturate dal fango, si inclinano leggermente, come un relitto disabitato". Sembra simboleggiare la ricerca della solitudine, un po' come noi di tanto in tanto quando ci immergiamo nella natura. Immagine realistica e poetica, concreta, silenziosa, questa casa abbandonata nella Loira potrebbe sembrare un quadro, un dipinto tridimensionale. "Immobile". Affascinante anche al calar della notte, quando alcune finestre s'illuminano.

Il piede, il maglione e l'apparato digerente

DANIEL DEWAR E GREGORY GICQUEL
Nel bacino del porto esterno di Saint-Nazaire troviamo delle opere nuove: tre sculture che rappresentano rispettivamente un piede, un pullover e un sistema digestivo. Incastonate nella sabbia e nelle rocce, le gigantesche figure, fatte di blocchi di cemento scolpiti, si elevano fino a un'altezza di quasi sette metri. Come frammenti di corpi, di architetture o di monumenti portuali, disegnano in questo paesaggio oceanico, il ritratto di una civiltà moderna sottoposta all'erosione e alla "colonizzazione" degli elementi da parte dell'ambiente circostante.