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L’ile Saint-Louis, il quartiere preferito da Baudelaire

Notre-Dame e l'Ile Saint Louis

Charles Baudelaire è una delle figure letterarie che ritrae Parigi. Ha trascorso la sua vita nella Ville Lumière e ha conosciuto molti dei suoi contemporanei come Victor Hugo, Théophile Gautier e Balzac. La sua collezione di poesie Les Fleurs du Mal ha fatto un grande scalpore all’epoca e ancora oggi è considerato un capolavoro. Amava il concetto di bellezza e non a caso si stabilì per diversi anni sull’Île Saint-Louis, sull’isola più piccola del corso parigino della Senna. Ile saint Louis è una sorta di villaggio insulare, che è stato risparmiato dalla riqualificazione della città: il poeta maledetto fu conquistato dal suo charme.La scelta dell'isola Saint-Louis testimonia l'eccentricità del giovane dandy: ci si trova lontano dalla Parigi moderna e si deve addirittura pagare un pedaggio per accedervi.Baudelaire amava passeggiare a l’Île Saint-Louis, siamo nel cuore di Parigi senza per altro essere su una delle due rive: non è classificabile. Il famoso poeta si sente bene sulla sua isola popolata da artisti, vive una vita da villaggio, lontano dal caos della città, ma abbastanza vicino da poter andare in qualsiasi momento. Quando vuole, raggiunge il Marais che attraversando il ponte Marie e la riva sinistra attraversando invece quello di Tournelle, pagando all'epoca.

6, rue Le Regrattier

La « Vénus noire » de Baudelaire

In questa ex-strada della donna senza testa, al numero 6, viveva Jeanne Duval, la "Venus nera" che Baudelaire ha incontrò nel 1842. Secondo la madre di Baudelaire, Jeanne, danzatrice e attrice teatrale di origini haitiane, africanee francesi, prosciugava suo figlio di ogni avere e opportunità. Baudelaire visse un'appassionata e turbolenta storia d'amore con lei e diverrà la Musa e Venere Nera per il poeta, una fonte di notevoli spunti letterari.

22, quai de Bethune

Il 28 maggio 1842, Baudelaire si trasferì a 10, quai de Bethune (attuale n. 22), presso l'hotel Lefebvre de la Malmaison. Ha venticinque anni e questa è la sua prima casa di Parigi, la prima di una lunga lista che conterà circa una quarantina di indirizzi. Acquisto numerosi mbili e oggetti d’arte a un certo Antoine Arondel. Da autentico esteta, quali era, Baudelaire amava tutto ciò che era bello e spese una fortuna per sistemare il suo piccolo appartamento, così tanto che alla fine indebitandosi dovette rivendere la sua collezione a basso prezzo proprio a Arondel. Gli anni 1842-1843 sono quelli delle prime connessioni letterarie con Hugo, Gautier e Balzac.

17, Quai d'Anjou

Dal maggio 1843, Baudelaire risidette presso l'hotel Pimodan, divenuto poi l’Hotel Lauzun, dove rimase fino al 30 giugno 1845. Questo hotel, costruito nell'epoca di Luigi XIV, ha mantenuto il suo fascino aristocratico nel corso dei secoli. Baudelaire viveva al terzo piano in un piccolo appartamento dal soffitto molto alto, le cui finestre si affacciano sulla Senna. Da qui Baudelaire poteva ammirare Saint-Paul-Saint-Louis e intravedere la via di Sévigné dove viveva sua madre. Il poeta si occupò dell’arredamento e della decorazione dell’appartamento con opere di artisti contemporanei, sempre con un gusto raffinato che sorprendeva e incantava i suoi ospiti. Questo è stato l’unico posto a Parigi in cui il poeta si sentisse come casa, un luogo a sua immagine.
Baudelaire scrisse inoltre la maggior parte dei Fleurs du Mal proprio qui, presso l'Hôtel de Lauzun, ed è proprio qui che frequentò anche il Club des Hashishins (Club dei Hashish-Eaters), un gruppo parigino dedicato all'esplorazione delle esperienze indotte dalle droghe, in particolare dall'hashish, tra i suoi membri si cita Victor Hugo, Alexandre Dumas, Charles Baudelaire, Honoré de Balzac e Théophile Gautier.

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