Cartoline d'anniversario: Honoré de Balzac, la vita come un romanzo

170 anni fa, il 18 agosto 1850, moriva a Parigi uno dei più grandi scrittori francesi dell’800, autore del monumentale ciclo di romanzi e racconti della Comédie Humaine, una perfetta descrizione della società francese del suo tempo. Pronti a partire dalla città natale a Parigi, per un tour fra romanzi e vita reale sulle tracce dello scrittore?

Tours, la città natale, e la Valle della Loira

Parigino d’adozione, Balzac era nato a Tours, nella Valle della Loira, il 20 maggio del 1799. Famiglia borghese, che si trasferisce a Parigi nel 1815. Honoré conserva però per tutta la vita un profondo legame d’affetto per la sua città, dove torna spesso, e dichiara di “non aver voluto essere altro che un buon tourangeau", ovvero un cittadino di Tours. E in diverse sue opere le descrizioni della città sono così dettagliate da farlo considerare un vero esperto dei monumenti, delle strade e della storia di Tours.

Soprattutto della Tours medievale, quella del centro storico, intorno a Place Plumereau, con le case a graticcio per cui la città è famosa, insieme alla buona tavola, altro must locale: non a caso Tours è una delle 4 Città della Gastronomia di Francia. Un luogo perfetto per un bongustaio come era Balzac, scrittore-gourmet che appena finito un libro ordinava menù pantagruelici (e li inseriva spesso anche nei suoi romanzi) a base di centinaia di ostriche con il vino bianco, una dozzina di cotolette d’agnello, pernici arrosto, sogliole normanne… e poi mandava il conto all’editore. L’Ufficio del Turismo di Tours organizza anche quest’anno tour sulle tracce dello scrittore, la scuola, gli hotel frequentati, il quartiere della cattedrale, e nei luoghi citati nei suoi romanzi. Purtroppo è andata distrutta in un incendio durante l’ultima guerra, nel 1940, la casa natale che sorgeva al n. 25 di rue de l’Armée d’Italie (oggi 47 rue Nationale).

La Valle della Loira, fonte di ispirazione

Ma anche altre località della Valle della Loira gli sono care e diventano materia per i suoi romanzi, in particolare per Le Lys dans la Vallée, il Giglio della Valle. Come Saché, con il castello dove soggiornava spesso, e dove scriveva con i suoi consueti orari folli (sveglia alla 3 del mattino, primo dei molti caffè della giornata, e poi al lavoro fino alle 17!). Oggi è diventato museo intitolato a Balzac, e si visita anche la sua stanza. Altro luogo amato, il Castello di Azay-le-Rideau, che Balzac definiva “un diamante sfaccettato dall’Indre”.

Parigi, tante case e un museo

E’ un’impresa quasi impossibile seguire Balzac nelle tante case che ha abitato a Parigi - oltre una decina, spesso affittate con nomi fittizzi - a cominciare da quella al 40 (oggi 122) di rue du Temple dove la famiglia Balzac alloggia quando si trasferisce da Tours, alla casa-tipografia al 16 du rue Visconti (dove una targa lo ricorda), fino alla casa degli ultimi anni, sulla collina di Passy, al n.47 di rue Raynouard, trasformata in museo, ora riaperto dopo un lungo restauro. E’ la famosa casa con due ingressi su due strade parallele, che Balzac utilizzava, si dice, per sfuggire ai creditori.

Qui si ritrova il suo studio, diversi oggetti (compresa la leggendaria caffettiera, pare che lo scrittore arrivasse a bere fino a 50 tazze di caffè al giorno!), le opere, e nel giardino è così piacevole fermarsi a leggere qualche capitolo della Comédie.
Un angolo di Parigi ancora agreste e segreto, deliziosamente romantico, in un quartiere oggi piuttosto chic che ai tempi di Balzac era come un paese, colline di vigneti e tranquillità assoluta.