5 minuti per sapere tutto sui profumi di Grasse

E se voltassimo le spalle alle spiagge della Costa Azzurra? Grasse vi aspetta, nei diretti paraggi, nascosta sulle colline dell'entroterra di Cannes. “Capitale mondiale del profumo”, in cui sono nate fragranze mitiche. Dedicate perciò 5 minuti alla scoperta della storia dei profumi di Grasse.
Storia di guanti maleodoranti

Nel Medioevo, Grasse era il regno dei conciatori. Sebbene i loro pellami siano pregiati e apprezzati, l'odore che li precede lo è molto meno… Per non offendere le narici dei propri clienti, Galimard fu il primo ad avere l'idea di temprare i propri guanti in bagni profumati ai sentori di giardini provenzali: lavanda, mirto, gelsomino, rosa, fiori d'arancio selvatico o ancora mimosa.

Tre nomi da ricordare

Sono facili da memorizzare: tutti terminano in –ard! Fragonard, Molinard e Galimard: sebbene questi tre patronimici ricorrano costantemente nella storia del profumo di Grasse, uno di questi signori non era però un profumiere…

Un intruso tra i profumieri?

Fu Eugène Fuchs ad aprire nel 1926 l'ormai celebre profumeria Fragonard, e non Jean-Honoré Fragonard. Quest'ultimo era infatti un pittore (il sulfureo dipinto Le Verrou (Il chiavistello) è opera sua). Tutt'altro campo, quindi. Così facendo Fuchs ha voluto rendere omaggio all'artista di Grasse e, attraverso lui, alla città che aveva accolto lui e la sua famiglia. La storia non dice se Fragonard avesse o meno un buon naso…

Lessico della profumeria

Naso: creatore di profumi dotato di un senso dell'olfatto particolarmente sviluppato.
Essenza: concentrato di profumo.
Assoluto: concentrato del fiore puro.

Il Naso siete voi.

Non c'è niente di più spiacevole che incrociare qualcuno che indossa il nostro stesso profumo. Per lasciare un'impressione unica nella propria scia, basta frequentare il workshop di Tarinologia di Molinard, per un'iniziazione alla scienza del profumo e al confezionamento di una fragranza vostra al 100%.

Il nome della rosa

Maggio è il momento ideale per scoprire Grasse. È l'unico mese di fioritura del suo fiore super-star: la famosissima Rosa di maggio. Il suo profumo è al tempo stesso inebriante ed effimero: solo qualche ora e poi se ne va. Viene perciò raccolta al mattino presto, appena sbocciata, quindi distillata nel pomeriggio. Impossibile da riprodurre artificialmente, i più grandi creatori ne prenotano il prezioso assoluto prima ancora della raccolta.

Il gelsomino di Chanel

Il fatto che il gelsomino di Grasse sia altrettanto emblematico quanto la rosa di maggio si deve all'ingrediente indispensabile di uno dei profumi più iconici del mondo: il N°5 di Chanel. A lui è destinata quasi la totalità della produzione della regione. Più gelsomino, più N°5.

Ma perché N°5?

Quando incontrò Ernest Beaux a Grasse nel 1921, la grande Coco Chanel gli ordinò “un profumo femminile che abbia l'odore della donna”. E come chiamarlo? Mettendo gli occhi sul campione n°5, la stilista gli avrebbe risposto: “Lancio la mia collezione il 5 maggio, il 5° mese dell'anno. Lasciamogli il nome che già porta e il numero 5 gli porterà fortuna.”

La playlist per approfondire
  • Il libro da leggere: "Il Profumo - Storia di un assassino" di Patrick Süskind.
  • Il luogo da visitare: gli storici laboratori della maison Fragonard e il Museo della Profumeria, al 1° piano, dove sono esposte anche 13 opere di pittura realizzate da artisti di Grasse.
  • Il workshop da frequentare: il workshop di Tarinologia, naturalmente presso Molinard, per creare la propria fragranza.

Come raggiungere Grasse